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Antipolitica All'amatriciana

Maurizio Guandalini

“I politici sono tutti uguali. Tutti rubano”. Questa è antipolitica. Di più: qualunquismo. Il Presidente Napolitano dice che sono imprecazioni  pericolose, che occorre saper distinguere. Ci sono i bravi e i cialtroni. Chi può negarlo? Non ne farei un dramma, nemmeno agiterei spettri pericolosi di eversione. Confido sempre nelle qualità degli italiani, chiamati a risollevare le sorti della politica. Il periodo di tangentopoli, inizio anni Novanta, è stato peggiore. Poi, panta rei, tutto scorre. La dissoluzione delle ideologie, che facevano da muro – un bene, un male, chi lo sa? - ha svelato la vera professione del politico, cioè quella di fare le cose (per i cittadini). Costruire delle case, ridurre le tasse, asfaltare una strada non hanno nulla di ideologico. Sono da fare e basta. Se dici che lo fai e poi passano lustri, e tutto rimane com'è, sei fallace caro politico. Non sei credibile. E lì il cittadino si incavola e cade nel qualunquismo che ricordavamo all'inizio.

 Ma ricordiamo che gli italiani, anche i migliori, sono sempre stati superficiali nel misurare il valore delle proprie classi dirigenti. Non hanno mai  usato la legge del taglione: politico, non fai, quindi non ti voto. C'è voluto del tempo, malgrado le ideologie siano salite in cielo. Hanno usato il metro rosso-nero fino a poco tempo fa. La situazione attuale dell'Italia è un imbuto. Il non-fare dell'ultimo ventennio,  si è fermato nel tratto finale dell'imbuto. Non passa più nulla. Allo stallo si contrappone, apparizione inedita per un popolo consuetudinario e pigro, la frenesia degli italiani, la fretta di volere risultati entro breve tempo e di additare come cialtroni coloro che non rispettano le promesse nel giro di qualche mese. Sono poi i primi, questi italiani solerti (?!), a gridare contro, e allo scandalo, se s'avvia una riforma (quando si riforma veramente, gli interessi di parte traballano) che li tocca da vicino. Avanti e indietro. Già il sistema è inceppato, se poi si tira il freno non c'è risultato. I mass media fanno il resto. Amplificano l'antipolitica e la disperazione, gli fanno comodo, servono per riempire e alzare gli ascolti in tv. Ho seguito la diretta dell'inaugurazione della stagione operistica della Scala,  sono stati di più i collegamenti con la piazza esagitata di quattro gatti, che con il foyer.  Attenti, così il sistema “protesta continua” si autoalimenta, diventa una fiction organizzata, in diretta. Dal finale, quello sì, Presidente Napolitano, incerto.

MAURIZIO GUANDALINI

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