Opinioni

Non più Bignami è tempo di App

Alessia Chinellato

L'OPINIONE C’era una volta il Bignami. Adesso gli studenti spesso si avvalgono della rete per risolvere i problemi scolastici o per una revisione on line delle proprie tesi. Un modus operandi non sempre ottimale. Un pericoloso copia e incolla che rischia di omologare al ribasso la preparazione scolastica. Ma alcune applicazioni possono dare una grande mano. Circoscrivendo la ricerca al solo ambito liceale, PhotoMath è un'App gratuita, con calcolatrice sofisticata che riconosce il testo ed è capace di risolvere problemi di difficoltà medio alta. iMatematica, a pagamento, contiene oltre 1000 formule e ben 7 risolutori dalla goniometria alla geometria analitica, all'algebra. L'analisi logica del latino è più facile con Ludus: tre licei romani stanno utilizzando il software in via sperimentale. Molte le piattaforme per le lingue straniere: Duolingo, che offre lezioni organizzate in blocchi semplici e dalla grafica accattivante. LiveMocha, invece, è un vero e proprio social: all'interno navigano e offrono servizi anche professori madrelingua o altri studenti che networkano ciò che producono. Babbel ha un numero sterminato di lemmi e risponde velocemente. Tandem Exchange mette in comunicazione, previa registrazione, due soggetti che possono interagire soprattutto via Skype per sessioni di conversazione. Vero è che tutte le App scolastiche hanno successo solo se usano il gamification, ovvero trasformare qualsiasi problema in gioco, che da sfida diventa sapienza. Sfida o valore aggiunto per la scuola?

ALESSIA CHINELLATO
giornalista

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