Opinioni

Caro presidente Renzi troppe riforme a metà

Maurizio Guandalini

Il 16 novembre è stata pagata l'Iva trimestrale (spesso, sempre, su fatture che non sono state ancora intascate). Il primo dicembre gli acconti. Nel giro di quindici giorni una botta che piega. L'assurdo sta negli acconti: cioè sul reddito del 2013 si calcolano le imposte che si presume dovranno essere pagate nel 2014. Con gli acconti pago oggi  qualcosa che non ho ancora intascato.

Più iniquo e assurdo di un fisco del genere, cosa c'è? Lo dico al premier Renzi che non ha fatto poco o nulla a favore di partite Iva (a parte il regime forfettario per per poche migliaia di euro di giro d'affari) e liberi professionisti in generale proprio nel tratto di strada più delicato e debole per la categoria: questi anni di crisi hanno falcidiato i guadagni. Meno lavoro, concorrenza feroce al ribasso, pagamenti post datati. 
 
Sull'altro fronte, Iva aumentata, versamenti Inps (e degli ordini professionali) esageratamente alti, detrazioni ridotte (basti pensare la riduzione al 20% per tutto ciò che riguarda l'auto: prima era al 50%. Monti l'ha ridotta favorendo così anche l'evasione fiscale – salta facilmente una fattura del meccanico se ci si accorda per uno sconto del 25% -).

Ci si attendeva una  riforma del fisco che combattesse, certo, l'evasione ma che tenesse conto che i tempi sono cambiati, che ci sono professioni nuove rispetto agli anni settanta, cioè il format-fisco in vigore oggi. L'unico atto, controverso, della fisco-map è la libertà della Agenzia delle Entrate di mettere l'occhio, senza vincoli, nei nostri conti correnti bancari. Ci sarà da ridere, o da piangere: già la flessibilità dell'Agenzia è quella dei numeri, cioè zero. Vanno con quello che gli dice il 'cervellone' telematico, non si mettono lì a tentare di capire i numeri. Importunano il contribuente obbligandolo a provare, con mille scartoffie,  un errore fatto, nel più delle volte, dall'Agenzia. Caro Premier Renzi, troppi stop and go. Troppa vaghezza. Troppe riforme a metà, che ci sono e poi scompaiono trasformandosi in annunci (vedi gli scontrini, il canone tv, la dichiarazione dei redditi precompilata).

Le riforme perché siano efficaci, perché incidano non devono stare nel mezzo e soprattutto non sempre c'è bisogno da trovare soldi da elargire (come gli ottanta euro). Un buon impianto di una legge  può far trovare in tasca al cittadino ben più che una prebenda mensile.

MAURIZIO GUANDALINI

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