Opinioni

I fondamentalisti contro il volley

Umberto Silvestri

OPINIONE

Non so se esista un nesso tra i due eventi che si sono verificati in Iran e in Afghanistan ma, se invece un legame c’è come io penso, allora va indagato e studiato.  Alcuni mesi fa, a Teheran venne arrestata una ragazza, Ghoncheh Ghavami,  perchè accusata di voler assistere alla partita di Volley  internazionale Iran/Italia. Detenuta in un carcere duro ieri, sotto le pressioni del mondo sportivo internazionale e la minaccia di sanzioni nei confronti dello sport iraniano, è stata  liberata dietro il pagamento di una cauzione.

Qualche ora dopo in Afghanistan, un kamikaze si è fatto  esplodere durante una partita tra ragazzi, sempre della stessa disciplina sportiva, procurando 50 morti e 60 feriti. Niente di nuovo direte voi in  un paese dove gli attentati sono la norma giornaliera. Ma la domanda è: perché su un campo di volley e perché dopo la liberazione di Ghoncheh ? È risaputo che i talebani odiano lo sport come strumento ludico, ma forse anche come legame con il mondo “altro”. Tollerano in qualche misura gli uomini che vi si cimentano mentre le donne, come ha dichiarato recentemente anche il Presidente turco Erdogan “hanno un destino diverso assegnato dall’Islam” che non contempla, probabilmente, un campo e una rete, balzi e schiacciate dove spesso esse eccellono  e sono ammirate come e più dei maschi.  E quindi è  li che bisogna colpire ed è quel gioco che bisogna eliminare in quanto strumento di peccato e di possibile parità tra i  generi.

UMBERTO SILVESTRI
manager dello sport

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