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Zerocalcare: “Le mie sono solo storie di famiglia”

Zerocalcare Fumetti

ROMA. Un caldo pomeriggio tipicamente romano ha fatto da sfondo all’incontro con Zerocalcare, il golden boy del fumetto italiano, nella Capitale per presentare il suo nuovo libro: “Dimentica il mio nome”.

Come si colloca questo titolo nella sua produzione?
In una linea di continuità, è una summa di quanto fatto finora. Rispetto alle opere precedenti, la differenza più grande sta forse nel fatto che metto da parte l’autobiografismo per delle storie di famiglia.

Non proprio un cambio di rotta completo, quindi?
No. La scomparsa di mia nonna mi ha dato l’occasione di mettere mano a storie, credo, avventurose e belle da raccontare.

Dall’underground alle strisce per quotidiani e ai record di vendita. Che salto è stato?
Sono contento che molte persone apprezzino il mio lavoro, ma delle volte faccio ancora fatica a razionalizzarlo e provo sempre un po’ di imbarazzo.

Internet e fumetto...
In Italia il web è una piattaforma poco usata. Io continuo a preferire il fumetto tradizionale, però è vero che con internet puoi raggiungere gratis un sacco di persone.

Chi l’ha ispirata?
Sono sempre stato onnivoro di fumetti fin da ragazzino. Manga, Disney, Marvel, Lupo Alberto, Blue, Gipi… Credo di averli assorbiti tutti!

Zerocalcare, la letteratura e la musica...
Tra gli scrittori, il mio preferito è Joe R. Lansdale, un geniaccio in grado di attraversare ogni genere. Per la musica, provenendo dal circuito dei centri sociali e aderendo alla filosofia straight edge, amo visceralmente il punk (Zerocalacare ha sempre disegnato locandine di concerti e copertine di dischi punk fin da giovanissimo, ndr.).

Come vede il suo futuro?
Non ho la minima idea di cosa mi succederà domani, quindi...

DOMENICO PARIS

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