Opinioni

Luci e ombre di Arafat

Osvaldo Baldacci

Dieci anni fa moriva Yasser Arafat. Uno di quei personaggi iconici che vanno ben al di là dell’esistenza concreta. Una figura distinguibile fra un miliardo con il suo viso caratteristico incastonato dall’eterna kefìa, il copricapo arabo. Un leader politico che ha segnato la storia. Perfetto poi per creare l'epopea il mistero alimentato intorno alla sua morte, con i palestinesi che denunciano un avvelenamento da polonio su cui le perizie degli esperti internazionali sono contrastanti. Ovvio quindi che il premier palestinese Abu Mazen colga l'occasione dell'anniversario per invocare la tumulazione del primo presidente dell'Anp a Gerusalemme, città sempre più contesa. Eppure di Arafat, come di molti padri della patria, si tende a ricordare un aspetto idealizzato, mentre sfumano via col tempo i veri meriti e i veri difetti della sua azione.  
Yasser Arafat, nel bene e nel male,
è l'uomo che ha inventato la Palestina
F u Arafat con la sua generazione ad "inventare" la Palestina. Pochi ricordano che prima, essa praticamente non esisteva, bensì era una regione geografica considerata un territorio arabo collegato ai Paesi vicini. Lui fonda al-Fatah che si pone l'obiettivo di uno Stato palestinese indipendente. E nel 1969 diventa presidente dell'OLP (Organizzazione per la liberazione della Palestina), riuscendo ad ottenerne il riconoscimento e l'adesione alla Lega Araba. Nel 1988 - con un gesto coraggioso e anticipatore - promette il futuro riconoscimento dello Stato di Israele e la rinuncia al terrorismo. Nel 1993 sigla con l'israeliano Rabin gli storici accordi per l'autogoverno palestinese (ANP) di cui diviene il leader. Ma nella sua vita politica ci sono anche ombre di vario genere. La scelta della lotta armata e del terrorismo internazionale. La destabilizzazione di Paesi "fratelli" come la Giordania (il settembre nero del 1970) e il Libano (1978-1982). Anche nella scelta degli amici Arafat non ebbe sempre grande intuito. Durante la Guerra Fredda pendeva per il campo marxista, i rapporti con gli arabi sono stati spesso equivoci, ma il fondo lo toccò con Saddam Hussein: Arafat fu l'unico a schierarsi col leader iracheno durante la Prima guerra del Golfo (1991). Pochi riflettono sul fatto che gli accordi per la nascita dell'ANP furono possibili grazie all'indebolimento della posizione palestinese seguita a quella scelta sbagliata. Come sbagliata appare a molti la scelta di rifiutare l'offerta dell'israeliano Barak per un vero Stato palestinese nel 2000: pretendendo di più, Arafat non ottenne nulla e costrinse la Palestina nelle strettoie che vive ancora oggi.

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