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Scuola, la colpa è delle femmine…

Tony Saccucci

Ho già scritto della sproporzione di genere tra gli insegnanti di ogni ordine e grado. Scherzando, invocavo le quote azzurre. Più seriamente, sostenevo che poiché la società italiana è maschilista la scuola ha un'altissima componente di docenti donne. Nell'analisi tiravo in ballo la composizione della società, le sue dinamiche sclerotizzate, la famiglia tradizionale, il tempo, i soldi. E arrivavo allo svilimento dei docenti. Usavo una serie di categorie, incrociandole, per tenere insieme la complessità della questione. Soprattutto stavo attento a non confondere le cause con gli effetti, errore in cui lo stolto inciampa spesso.
Ma non tutti usano questo metodo d'indagine. C'è chi indaga sul perché oggi gli insegnanti godono di scarsa stima utilizzando il macete delle categorie metafisiche.
Leggo su un portale noto tra i docenti (La tecnica della scuola) che “l'eccessiva femminilizzazione della scuola italiana starebbe contribuendo a rendere più sfocata e meno autorevole la scuola. Si sarebbe persa per strada, in altri termini, non solo l'altra metà del cielo, importante anche a livello educativo per un ordinario confronto di genere, ma anche, per citare Nietzsche, l'apollineo a favore del dionisiaco, la parte razionale per quella più istintiva e materna”. 
Dunque, secondo l'illuminato analista autore del superbo articolo (che si trincera dietro l'infelice formula “Secondo l'opinione di taluni osservatori, e noi l'abbiamo riportato”), lo sfascio della scuola non sarebbe ascrivibile ai tagli, a una politica ventennale dissennata, a una miopia di fondo; non all'assalto dei barbari alla res publica; no, no. La causa della rovina della scuola è il dionisiaco, l'istinto, la femina materna et diabolica. 
Io non sono in grado di attingere a siffatte raffinate astrazioni bassomedievali. La mia rozzezza montanara mi costringe a ripiegare sul vile denaro, a imputare lo sfascio dell'istruzione alla mancanza di fondi che i politici hanno scelto di stornare altrove. Il loro “altrove”. 
E però, oggi posso aggiungere un'altra spiegazione al Male della scuola: il fatto che tutti si sentono in diritto di parlarne.

TONY SACCUCCI

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