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Berlino, 25 anni dopo la festa della memoria

Caduta del muro

BERLINO Gli occhi del mondo  puntati su Berlino, ieri, per la celebrazione dei  25 anni dalla caduta del Muro che divideva l'Est dall'ovest. Momento cruciale la grande festa alla Porta di Brandeburgo, dove alle 19 Daniel Barenboim ha diretto l'ultimo movimento della Nona sinfonia di Beethoven, con celebre Inno alla Gioia, mentre sono stati  lasciati volare gli oltre 8000 palloni illuminati situati da venerdì scorso, sulle tracce del Muro.

Ieri mattina il premier Angela Merkel ha aperto il varco alla gente,  perché potesse accedere a quello che ormai è un monumento storico, alla Bernauer Strasse.

La Merkel ha quindi spiegato di provare «non solo gioia ma soprattutto un senso di responsabilità del popolo tedesco. Abbiamo la forza di volgere le cose al bene: questo è il messaggio del Muro». E ancora: «Il muro ha dimostrato che i sogni possono diventare realtà  e noi vogliamo condividere questo messaggio con i nostri Partner nel mondo».
 Un appello a ricostruire la fiducia è arrivato da Michail Gorbaciov, che insieme a Lech Walesa   è stato accolto da un'ovazione dal pubblico: i due leader storici,  hanno svolto un ruolo chiave nel processo  che si è concluso con la caduta del Muro. «Non è il momento di accuse reciproche. Lavoriamo per ricostruire la fiducia», ha detto quindi Gorbaciov. Sabato l'ex leader sovietico  aveva lanciato pesanti accuse all'occidente, imputando in particolare agli Usa di aver ignorato gli interessi russi, e mettendo in guardia il mondo che sarebbe «sull'orlo di una nuova guerra fredda».

Sempre ieri papa Francesco ha pregato  perché «si diffonda sempre più una cultura dell'incontro, capace di far cadere tutti i muri , e non accada più  che persone innocenti siano uccise a causa della loro religione».

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