Opinioni

Riportate in Italia il made in Italy

Guandalini

Se non l’avete vista buttate un occhio alla puntata di  Report (record d’ascolti, oltre tre milioni di persone) del 2 novembre  (http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-792afc77-cdf6-436...). Per noi niente di nuovo. L’abbiamo scritto diverse volte. La Gabanelli smonta il nostro sancta sanctorum del Made in Italy. Firme prestigiose che vanno a produrre nelle zone sperdute, a prezzi sempre più stracciati, e poi vendono in negozio a cifre folli. Piumini d’oca (?), scarsi, prodotti a 40 euro vanno in negozio a 1200. Due riflessioni. La prima: quello incriminato non è  il Made in Italy di qualità che ci aiuta a risollevare le sorti delle nostre imprese.  Chiaro che a questi nomi del lusso non gliene frega nulla del Made in Italy e nemmeno dell’alta qualità. Li preghiamo gentilmente di non romperci le scatole con le loro prediche su etica del lavoro, di impresa e di prodotto. Grazie. Secondo: ma che senso c’è ad alimentare un mercato del genere? Capisco che la differenza tra i 1200 e i 40 euro va, molta, in pubblicità. Ma quali vantaggi  a noi se poi sono dei prodotti di pessima qualità? Back to Italy. Riportate il Made in Italy nel nostro Paese. Dai nostri artigiani. È questo il valore aggiunto che dà la resa di un prodotto. Grandi firme guadagnate meno, limitate il lusso e sprechi vostri, e pagate il fatto a mano nostrano. Questo è il Made in Italy di cui c’è bisogno. E la scuola, il Governo, lanci una scuola, quella delle Arti e Mestieri (che ha il valore nelle mani) del Made in Italy.

MAURIZIO GUANDALINI

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