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La missione azzurra disinnescare Neymar

L’Italia che batte il Giappone 4-3 rappresenta il paradigma del calcio. Puoi essere surclassato sul piano del gioco, strapazzato sul quello della corsa, avere come amici palo e traversa, ma vincere. Segnare 4 gol  comunque non è da tutti soprattutto se a un certo punto ti trovi sul 2-0 per i samurai. Gianni Brera avrebbe tirato in mezzo Eupalla e poi fatto riferimento anche ad una certa parte anatomica del corpo. «Non mi ricordo una fatica da incubo come in questa partita» ha detto con la solità onesta De Rossi a fine gara. Qualcuno invece ha titolato “Schiantato il Giappone”, boh. E dopo aver visto il Brasile e un certo Neymar, sul big match di domani tra gli azzurri di Prandelli e i verdeoro di Scolari (alle 21 ora italiana, diretta su Rai1), verrebbe spontaneo  fare ironia da caserma. Invece le sorprese potrebbero saltare fuori come il classico coniglio dal classico cilindro. Intanto Prandelli è bravissimo e anche contro il Giappone è riuscito a ridisegnare la squadra quando l’Italia sembrava un pugile suonato chiuso nell’angolo. Poi è impossibile che il Brasile possa tenere il ritmo dei folletti giapponesi. Viene ancora da chiedersi come abbiano fatto a correre così per novanta minuti, giocando bene. Comunque il ct incassa la vittoria ma non gonfia le penne anzi è molto chiaro sulla condizione fisica dei suoi: «Devo recuperare la squadra, poi non so che partita possiamo fare. C’è l’80% di umidità, un caldo pazzesco e dobbiamo trovare le forze». Speriamo. Intanto gli azzurri si sono trasferiti a Salvador. Riposate e forza azzurri.
(c.cr.)

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