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Nadal trionfa a Barcellona Sono tornato Ora basta golf

Tennis. Un netto 6-4, 6-3 al connazionale Almagro: Nadal, ieri, ha vinto l’ottavo torneo di Barcellona della carriera. Un trionfo sulla terra che gli permette di guardare con fiducia al Roland Garros: il mancino 26enne di Manacor è tornato. Davvero. Lo testimonia anche la finale conquistata (dopo 7 mesi di infortunio al tendine del ginocchio) nel “suo” torneo di Montecarlo, dove il n° 1 Djokovic gli ha impedito il 9° successo consecutivo e dove Metro lo ha incontrato.
Rafa, ha sempre creduto che sarebbe tornato al top? L’ho sempre voluto, ma quando sei fuori per sette mesi si hanno momenti difficili e c'è sempre il dubbio. Dubbi ne ho ancora, so che un giorno puoi giocare e l'altro è tutto finito. La mia ambizione ora è di rimanere in forma e continuare a fare ciò che amo. Mi piace stare ogni giorno in campo, con la folla sugli spalti. I titoli che ho vinto ad Acapulco e Indian Wells (a marzo) sono stati momenti molto speciali.
Tornando in campo, ha cambiato stile di gioco o di mentalità?Non sono abbastanza bravo a cambiare! Cerco di dare il meglio in ogni momento e di migliorare sempre. Credo che dovrei essere più aggressivo e giocare meglio su superfici diverse. Non posso cambiare il mio stile o la mia mentalità.
L’Atp è stato criticato spesso perché non protegge i giocatori... Non è giusto, per un giocatore come Juan Martín del Potro, infortunarsi per un anno e poi tornare in classifica n° 800. Se l'ambizione per i giocatori è avere carriere lunghe, si deve capire che gli infortuni accadono e che quando accadono dovrebbero essere protetti.
Si parla sempre della sua storica rivalità con Federer. E tra i giovani?Dimitrov può essere un giocatore fantastico, è giovane, sta migliorando ed è normale che lui sarà al top in breve tempo.
Quando è stato lontano dal gioco ha coltivato altri interessi?Soprattutto, sono stato molto con la famiglia e gli amici. E ho giocato a golf più del solito: non mi affatica le ginocchia. Ho anche cominciato a gareggiare nei poker games. E da quando mi sono fatto un’idea molto migliore: non è affatto questione di fortuna! Non ne sapevo nulla, prima, ma per me imparare è stato molto divertente. Ti mette sotto pressione e ti costringe a concentrarti in ogni momento.
Al tavolo ha lo stesso approccio che sul campo da tennis?Gioco più rilassato rispetto al tennis. Anche se, pur divertendoni, voglio competere e vincere. Sempre. Mi piacciono i tornei. Ma la motivazione non sono i soldi.
Ha anche sviluppato l’app Vstrator. Cosa spera che possano imparare i giovani giocatori?Puoi usarla per comparare i colpi con quelli di un professionista: è importante vedere cosa devi fare. Io stesso guardo moltissimi video.
Un futuro da allenatore? Mai dire mai. Amo lo sport e vorrò sempre rimanerne coinvolto. Sono entusiasta della nuova Accademia di tennis che sta aprendo nella mia città natale di Manacor (finanziata in parte da Nadal, ndr). È un buon inizio per il mio futuro, una buona occasione per rimanere nello sport e aiutare i bambini a divertirsi.
Kieron Monks - Metro World News

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Benedetta Pilato, a destra, e Martina Carraro (www.federnuoto.it)