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Goteborg per La Mantia un bronzo di rabbia

Ancora una medaglia per l'Italia agli Europei indoor di Goteborg. La conquista la 29enne palermitana Simona La Mantia, campionessa uscente e oggi bronzo nel salto triplo femminile. Per l'azzurra primato stagionale con la misura di 14,26 centrata al terzo tentativo. L'oro e' andato a Olha Saladuha, due volte campionessa europea all'aperto e iridata a Daegu due anni fa. L'ucraina, bronzo agli ultimi Giochi di Londra, si assicura il titolo continentale con 14,88 mentre l'argento e' andato alla russa Irina Gumenyuk con 14,30.Dall'oro di Parigi al bronzo di Goteborg, dunque. Due anni, dopo Simona La Mantia e' ancora sul podio continentale del triplo, un obiettivo centrato per la palermitana delle Fiamme Gialle, a cui, insieme al tecnico Michele Basile, va riconosciuto il merito di essersi presentata qui nella miglior forma possibile, considerato anche l'infortunio all'anca patito in gennaio. E' la quinta medaglia per l'Italia nella manifestazione, bottino che comincia a dare contorni statisticamente apprezzabili al bilancio azzurro. "Ho lottato con le unghie e con i denti per difendere il mio titolo - racconta Simona La Mantia nel dopo gara - e con un inverno diverso probabilmente sarei riuscita a farlo anche meglio di cosi'. La Saladuha ha tolto subito di mezzo la medaglia d'oro, e noi altre ci siamo dovute un po' 'azzannare' per argento e bronzo. Sono felice di non essermi arresa". Il bendaggio all'anca, visibile in gara, e' il segno dei problemi fisici. "Ho rimediato una sublussazione in allenamento - ha aggiunto La Mantia - e ho dovuto rivedere i miei piani per molto tempo (tre settimane circa, raccontava Basile questa mattina, ndr). Ho fatto tanta fisioterapia, lavoro alternativo, ripeto, senza arrendermi. Quindi, a conti fatti, va bene cosi'...No, anzi, non va bene per niente - si corregge immediatamente - l'unica cosa che salvo e' il fatto di esserci. Io ci sono". Tante le dediche da fare: "mio marito Alessandro (sposato il 6 ottobre scorso, ndr), il mio tecnico Michele Basile, la mia societa', le Fiamme Gialle, i fisio Antonio Abbruzzese, che e' venuto fino a Palermo per seguirmi, e Domenico D'Angelo, la Fidal, che non mi ha mai messo pressione in alcun modo, dandomi anche la possibilita' di curarmi e di pensare all'Europeo". Un po' meno a lieto fine, invece,  la bella stagione invernale di Alessia Trost, che si è chiusa ai piedi del podio europeo. La ragazza di Pordenone finisce al quarto posto la finale dell'alto ai Campionati Europei Indoor di Goteborg, con una misura 1,92, che condivide con l'estone Iliutsenko (pari merito con l'azzurra) e con la bulgara Veneeva (sesta).      L'oro va alla spagnola Ruth Beitia, unica capace di superare l'1,99, con le svedesi Ebba Jungmark (seconda, 1,96 al primo tentativo) ed Emma Green Tregaro (1,96 alla seconda) a dividersi le altre piazze del podio.La Trost, presentatasi alla rassegna continentale forte del 2,00 realizzato il 29 gennaio (miglior prestazione mondiale dell'anno), non e' riuscita a mettere in pedana, fino in fondo, tutto il suo immenso talento, ma va anche ricordato che per lei si trattava del primo impegno internazionale assoluto. La giovane saltatrice delle Fiamme Gialle compira' 20 anni solo venerdi' prossimo: nessun dubbio che il futuro sia dalla sua parte, e anzi, questa esperienza si rivelera' utile per il futuro in pedana.     La decisione della gara, come previsto, avviene nel passaggio da 1,92 a 1,96: le sei atlete rimaste in corsa (Trost compresa, ma non la belga Tia Hellebaut, eliminata a 1,92) diventano tre. Per le medaglie e' cosa fatta, la spunta la piu' esperta del gruppo, Ruth Beitia, 33 anni, a conferma del fatto che in una specialita' come l'alto, l'esperienza, la capacita' di sostenere la tensione, sono fattori assolutamente decisivi. "La tensione mi ha devastato - scherza, ma non troppo, la Trost nella zona mista - la qualificazione di ieri e' stata un gara a tutti gli effetti, e probabilmente non sono riuscita a recuperare nello spazio di 24 ore. C'e' un mix di emozioni contrapposte dentro di me: da una parte, la soddisfazione per un quarto posto che non mi dispiace del tutto, e per la bella stagione invernale; dall'altra, sono insoddisfatta per la misura che non e' venuta qui, credo che l'1,96 avrei dovuto farlo". "E' stata un'esperienza importante, sicuramente - aggiunge - Ora mi prendero' qualche giorno di riposo, e poi ricomincero' a lavorare duro. E' l'unica cosa che devo fare". (Agi)

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