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Calcioscommesse La Cina fa piazza pulita

La dirigenza della Fifa, solo qualche giorno fa, ha chiesto aiuto alla politica per fare fronte all’epidemia calcio scommesse. Un virus che sembra aver contagiato il calcio di tutto il mondo a tutti i livelli. Tra i paesi più infettati, la Cina. Lì però sembra che qualcosa si muova per fronteggiare il fenomeno criminale. La Federazione cinese ha usato il pugno di ferro e la magistratura ordinaria non è stata alla finestra, vediamo come. La Federcalcio cinese (Cfa) ha decretato 33 radiazioni e 25 squalifiche di 5 anni al termine di un’inchiesta durata tre anni. Le squalifiche a vita riguardano anche quattro giocatori della nazionale cinese di calcio, protagonisti dell'unica partecipazione a un Mondiale (Giappone e Corea del Sud 2002). Lo scorso anno i quattro erano stati condannati a sei anni di carcere. Stessa sorte anche per Lu Jun “il migliore fischietto d'Asia" com’era stato soprannominato per la sua imparzialità, che non potrà mai più arbitrare. Lu era stato condannato a sette anni di carcere nel febbraio 2012 dopo avere ammesso di avere ricevuto 350mila yuan di tangenti nel 2003 per conto della squadra di calcio del Shanghai Shenhua, allo scopo di truccare il derby con lo Shanghai International. Vinse lo Shenhua 4-1, che lo stesso anno, si aggiudicò anche lo scudetto. Secondo quanto riferito da un funzionario della disciplinare, le punizioni sono state comminate sulla base delle decisioni della giustizia ordinaria  e tenendo conto delle ripercussione che fatti di questa gravità, se non puniti con la massima severità, avrebbero avuto sul futuro del calcio del Dragone.
Pene minoriPene minori sono state inflitte ad altre 25 persone, squalificate per cinque anni. Dodici tra le maggiori squadre a livello nazionale sono state condannate a pagare tra i 500mila e il milione di yuan di multe (tra i 60mila e i 120mila euro) per avere truccato incontri tra il 2003 e il 2006. Una delle pene più dure è toccata proprio allo Shanghai Shenhua in cui nello scorso campionato militava Nicolas Anelka: si è scoperto infatti che oltre al derby con l'International, la squadra nel 2003, comprò anche il match chiave per la vittoria finale con lo Shaanxi Guoli. Lo scudetto di quell’anno è stato revocato. E la Fifa? Ha preso atto ed ha esteso a livello internazionale le sanzioni per 58 tesserati cinesi coinvolti nel maxi-scandalo partite truccate.
(C.Cr).

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