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Ambrosoli Trasformare Trenord in metropolitana regionale

intervista   Avvocato  Ambrosoli, come possono le Regioni programmare investimenti sul tpl, se ogni anno i fondi statali subiscono forti tagli e vengono stanziati in extremis, come è avvenuto nell’ultima finanziaria?
E non tutte le risorse sono state stanziate. Mancano circa 1,2 miliardi, dei quali 200 per la sola Lombardia. Finanziamenti necessari visto che i costi del servizio sono in Italia del 20% più alti rispetto alla media europea. In Lombardia con il governo di Lega e Pdl i costi sono aumentati e caricati sugli utenti, con un aumento dei biglietti e degli abbonamenti del 23%. Ciò che propongo è trasformare il finanziamento statale annuale in una compartecipazione al gettito del tributo fiscale prelevato in Lombardia. Inoltre, le risorse destinate agli investimenti fatti dalle regioni dovranno essere poste fuori dal patto di stabilità. Questo consentirà, da subito, di avere risorse per migliorare le reti e i i servizi.
I pendolari sono la categoria più bistrattata, cosa propone per migliorare il servizio?
I contratti di servizio che regolano il trasporto ferroviario devono prevedere clausole stringenti per l’efficacia del servizio e la riduzione dei costi. Occorre prevedere gare pubbliche per l’assegnazione del servizio per introdurre maggior concorrenza, che andrà a vantaggio degli utenti. Gli investimenti sulle infrastrutture tecnologiche e sul materiale rotabile devono essere fatti in una logica che permetta di aumentare il servizio nelle ore di punta nel traffico pendolare.
Per ridurre smog e traffico è necessario investire in infrastrutture, la famosa “cura del ferro”, concorda?
Non illudiamoci troppo sui benefici della “cura del ferro”. La cosa fondamentale è trasformare il servizio ferroviario regionale in una metropolitana regionale, sia per frequenza sia per qualità e velocità del servizio. Non è detto che si debba investire di più: occorre certamente investire meglio. Dovremo poi fare ogni sforzo per minimizzare l’impatto sul territorio. Per questo le opere saranno progettate e decise mediante un confronto con le associazioni di pendolari, utenti e  cittadini e dovranno superare rigorose valutazioni costi-benefici, che affideremo ad agenzie indipendenti.
Inquinamento: fino a oggi si è ricorsi a soluzioni tampone, sono immaginabili interventi sul traffico più efficaci?
Ogni intervento va pensato in un’ottica di integrazione tra settori come mobilità, energia, territorio e impresa. Per  l’Arpa la mobilità è responsabile solo per il 20% circa. Su questi presupposti devono essere pensati interventi su area vasta  con misure quali l’ampliamento delle Ztl e delle aree pedonali e le giornate di limitazione al traffico, da attuare contemporaneamente su più territori. Ma non basta: è illusorio pensare di abbattere l’inquinamento con le sole misure emergenziali. La Regione deve puntare sulla green economy attraverso incentivi alle imprese per l’innovazione tecnologica e le energie alternative.
Il tpl è realizzato da aziende di Comuni, Province e Regione: non sarebbe meglio un’unica agenzia gestita da  istituzioni e privati?
Non crediamo nella partnership tra pubblico e privato: spesso ha generato mostri con tutti i privilegi del monopolista pubblico e le rendite degli operatori privati. Ciò che serve è una netta distinzione tra programmazione, regolazione e controllo in mano a un pubblico agile ed efficiente. E una gestione che può essere fatta da imprese pubbliche o private cui il servizio è assegnato tramite gara. Il pubblico deve garantire che tutti i servizi facciano sistema, le imprese devono garantire l’efficienza dei servizi che gestiscono. E non è necessario gestire l’intera gamma delle prestazioni sul territorio, per fare efficienza, anzi può essere vero il contrario.
Il traffico privato resta per tanti l’unica opzione per muoversi. Quali sono le opere urgenti per rendere gli spostamenti  più fluidi?
È vero: ci sono i forzati dell’auto. E non sono certo i lombardi più ricchi. Bisogna puntare sul miglioramento della viabilità ordinaria e la sua messa in sicurezza in modo da ridurre la congestione viaria. Importante sarà puntare sull’intermodalità così da migliorare la connettività delle reti creando nuovi punti di interscambio tra gomma e ferro e migliorare l’accesso ai parcheggi. Per le grandi opere (Tem, Pedemontana, Brebemi) ereditiamo una situazione finanziaria confusa e deficitaria, dovremo impegnarci per portarle a termine nei tempi previsti verificando dove possibile contenimenti della spesa e risparmi sulla esecuzione dei lavori.
Nel 2011 si sono vendute più bici che auto, può la Regione promuoverne l’uso?
Sono un grande amante e utilizzatore della bici. La legge regionale 7/2009 favorisce lo sviluppo della mobilità dolce, ed è stata voluta fortemente dalla coalizione che mi sostiene. Con il recente piano regionale della mobilità ciclistica, inoltre, sono stati creati i presupposti per un cambio di passo che smarcherebbe il tema della ciclabilità da mero mezzo per il tempo libero a vero e proprio mezzo urbano. Compito della Regione è anche indire bandi per finanziare progetti mirati alla realizzazione degli itinerari ciclabili
Primi cento giorni della sua Regione: quali interventi possiamo attenderci per la mobilità sostenibile.
Quella dei cento giorni è una logica che non condivido. I problemi difficili che erediteremo richiedono ben più di cento giorni per essere risolti. Certo  la qualità dei servizi ferroviari regionali è un nodo che andrà affrontato subito per far sì che non succeda più quanto accaduto a dicembre. Faremo in modo che vengano rispettati gli standard qualitativi e di puntualità. Poi farò in modo che la Lombardia si doti di un Piano della mobilità: in 17 anni di governo Pdl-Lega non è mai stato fatto.  Inoltre da subito  finanzieremo lo sviluppo urbano delle piste ciclabili.
(Andrea Sparaciari)

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