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Una filastrocca al giorno e si va meglio a scuola

Roma. Fanno fatica a leggere, scrivono male e non riescono a fare i conti. Non sono scolari svogliato, ma dislessici forse sì. In Italia, sono almeno 350 mila gli alunni dai 6 ai 18 anni in questa situazione e le ricerche sono in evoluzione. Viene dall'Università di Goteborg, in Svezia (dipartimento di Pedagogia) una ricerca -  pubblicata su Science Daily e riportati in Italia dal social-book magazine Libreriamo - che spiega come abituare i bambini in giochi linguistici li aiuta a potenziare le proprietà fonologiche. Coinvolgere i bambini a partire dai 4 anni in giochi  strutturati in modo da esercitare la loro capacità di manipolare il linguaggio orale, li aiuta a imparare a leggere più facilmente. In particolare recitare rime e filastrocche aiutano a sviluppare le competenze linguistiche.
Tre anni di osservazione
Precedenti ricerche avevano dimostrato che questi giochi migliorano le capacità di lettura dei bambini a partire dai sei anni. Lo studio svedese invece è stato condotto nell'arco di tre anni, in cui i ricercatori hanno esaminato gli effetti ottenuti coinvolgendo in giochi del genere bambini più piccoli, dai 4 anni. L'ipotesi è che se si stimola lo sviluppo della consapevolezza linguistica e fonologica dei bambini piccoli, questi avranno minori difficoltà quando si troveranno ad avere a che fare con la lingua scritta.
Il training
Lo studio ha coinvolto 370 bambini di varie scuole materne e insegnanti di sostegno in otto comuni. I bambini erano divisi in tre gruppi - uno sottoposto quotidianamente a esercizi per allenare la capacità fonologica attraverso giochi linguistici, uno riceveva un tipo di training diverso e uno invece non riceveva nessun training. Per tre anni, i bambini del primo gruppo sono stati coinvolti in sessioni quotidiane di gioco di 25 minuti, per un periodo di sei settimane consecutive: prima e dopo questo periodo venivano sottoposti a test di verifica delle loro abilità. Nel terzo anno della ricerca, ai bambini di tutti e tre i gruppi è stato impartito lo stesso training. I primi risultati indicano che questo tipo di allenamento delle abilità fonologiche ha un effetto immediato, che può essere osservato anche un anno più tardi. «I bambini del gruppo che riceveva il training avevano un maggior livello di consapevolezza fonologica ed erano in grado di  manipolare i vari suoni del linguaggio», spiega la coordinatrice del progetto, Ulrika Wolff.
La scuola dei grandi
Anche i grandi a scuola vanno /tutti i giorni di tutto l'anno.Una scuola senza banchi,senza grembiuli nè fiocchi bianchi.E che problemi, quei poveretti,/a risolvere sono costretti:“In questo stipendio fateci stare/vitto, alloggio e un po' di mare”.La lezione è un vero guaio:/“Studiare il conto del calzolaio”.Che mal di testa il compito in classe:/“C'è l'esattore delle tasse”!Gianni Rodari
 
(Metro)

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