Meteo
 


Fatti&Storie

Al via processo d appello contro ex vertici Eternit

Torino. A un anno esatto dalla sentenza di primo grado si apre oggi a al Palazzo di Giustizia di Torino il processo di appello contro gli ex vertici della Eternit. Sul banco degli imputati ci sono il magnate svizzero, Stephan Schmidheiny e il barone belga ultranovantenne Louis De Cartier, condannati in primo grado a 16 anni di carcere per disastro ambientale doloso e omissione dolosa di cautele anti-infortunistiche negli stabilimenti italiani del gruppo. Imponente la macchina organizzativa predisposta per accogliere il grande numero di persone attese: all’ingresso del Palagiustizia sono stati collocati dei tavoli con computer per smistare le persone prima del passaggio nei tornelli. Il processo si aprirà con la relazione del presidente della Corte d’Appello, Alberto Oggé. Poi si passerà ai motivi di appello presentati dalla difesa degli imputati.
Contestata la competenza
Tra i motivi più insidiosi presentati dai legali degli imputati quello sulla competenza della materia, in particolare l’interpretazione data dal Tribunale subalpino ad uno dei reati contestati: l’omissione dolosa di cautele anti infortunistiche, dalla quale sono derivate delle morti. Per i legali quindi la competenza non spetta al tribunale di Torino, ma alla Corte d’Assise. Se così fosse, se l’eccezione venisse accettata, il processo di primo grado verrebbe annullato e si dovrebbe procedere all’istituzione di un nuovo dibattimento di fronte però alla Corte d’Assise di Torino.
Presidio di associazioni e sindacati
Fuori dal Tribunale, prima dell’udienza, è previsto un presidio di Afeva (Associazione famigliari e vittime amianto) e Cgil, Cisl e Uil Piemonte con ex lavoratori e rappresentanti delle parti civili e delle associazioni.
 
(Rebecca Anversa)

Fatti&Storie