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Sabrina Impacciatore Nella vita Brucio come una candela

Roma – È un’attrice viscerale, assorbita da quel che per sua ammissione è “il ruolo più impegnativo mai affrontato”. È una Sabrina Impacciatore come non l’avete mai vista quella in scena al Piccolo Eliseo fino al 3 febbraio in “È stato così” di Natalia Ginzburg, regia di Valerio Binasco. Alle prese con un personaggio complesso, che le ha fatto perdere sonno e chili, la Impacciatore racconta di come lavorare con Binasco sia un sogno che si realizza.
Sabrina, lei è ansiosa per lo spettacolo?Molto, sento la responsabilità di essere sola in scena. Mai più monologhi!
La donna tratteggiata dalla Ginzburg vive un amore patologico…Sì, è caduta in un sentimento che da idilliaco diventa ossessivo e la porta alla follia. Una via crucis che ogni sera rivivo in scena.
Ma lei è così totale anche nella vita? Sì, brucio come una candela, vivo in modo estremo coltivando leggerezza e ironia.
Qual è il provino che l’ha segnata di più?Quello con Castellitto per il ruolo di Italia in “Non ti muovere”. Mi ero preparata bene, vivevo in simbiosi col personaggio, dovevo fare il film. Poi è saltato tutto per Penelope Cruz.
Il 7 marzo esce in sala Amiche da morire, ell’esordiente Giorgia Farina, una commedia tutta in rosa…Sì, siamo io, Claudia Gerini, Cristiana Capotondi per raccontare donne dalla vita avventurosa che non vogliono essere mogli di…
(Barbara Nevosi)

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