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Mastandrea racconta gli incubi dei 40enni

Teatro. L’avevamo lasciato a teatro nel 2005 con l’intenso monologo “Il migliore”. Da stasera al 3 febbraio, Valerio Mastandrea, uno degli attori più amati del cinema italiano, protagonista di pellicole di successo come “La prima cosa bella” e “Tutta la vita davanti” di Paolo Virzì e di “Un giorno perfetto” di Ferzan Ozpetek, salirà sul palco del Franco Parenti con “Qui e ora”, una novità assoluta di Mattia Torre, pièce recitata in coppia con Valentino Aprea. Questa volta Torre, giovane autore della serie cult “Boris” e, per il teatro, di “456” andato in scena la scorsa stagione, oltre ad essere stato tra gli autori della trasmissione tv “Parla con me”, ha scritto settanta minuti per il palcoscenico che si tingono di grottesco, malinconia e ironia.
Lo spettacolo inizia con un incidente appena avvenuto in una strada secondaria di un’isolata periferia romana, vicina al grande raccordo anulare, completamente deserta, senza passanti né case, dispersa nei campi e nel nulla. Qui sull’asfalto si troveranno due scooter di grossa cilindrata subito dopo l’impatto: il primo ribaltato, idealmente conficcato a terra, il secondo irriconoscibile, un disastro di lamiere ancora fumanti. A prima vista sembra essersi trattato di un incidente importante e spettacolare che lascierà scoprire a terra, a pochi metri l’uno dall’altro, due uomini sulla quarantina. Il primo, immobile, potrebbe essere anche morto, l’altro muove piano un piede e a fatica si alza. Poi anche il primo aprirà gli occhi. In realtà, avrebbero bisogno di aiuto, ma non lo avranno. Avrebbero bisogno di cure, ma i soccorsi non arriveranno prima di un’ora e mezza. E, intano, tra loro inizierà un dialogo che li unirà (Info: 02 59995206).
(Antonio Garbisa)

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