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MONTI SALE SUL RING PUNTA SULLA GIUSTIZIA

«Serve federare i riformisti non i moderati perché in Italia servono riforme radicali». Il premier uscente Mario Monti ha aperto ufficialmente la campagna elettorale a Bergamo, insieme ai candidati della sua lista. «La vecchia politica non deve tornare». Monti ha respinto l'accusa di non essere «coerente sulle tasse perché è possibile ridurle, visto che oggi possiamo guardare alla crescita con maggiore ottimismo», ma senza «promettere ciò che non siamo in grado di mantenere». Sul capitolo giustizia, un'altra frecciata a Berlusconi. «Sulla riforma necessaria della giustizia contro la corruzione, il conflitto di interesse e il falso in bilancio ci sono stati ostacoli che sono venuti da destra anche per ragioni storiche e personali che conosciamo».Poi una risposta al leader di Sel. «Vendola ha dichiarato, dopo una serata molto drammatica sull'emergenza Ilva, “in fondo potremmo anche collaborare con Monti e i suoi purché faccia autocritica”. Ma non scherziamo». Monti ha poi incontrato il giuslavorista Pietro Ichino che ha lasciato il Pd per passare alla lista del premier: la riforma del lavoro di Ichino è parte integrante dell’agenda Monti.
Il Pdl alla resa dei contiC’è chi ha fatto un passo indietro, chi non intende mollare, e chi è sub judice. Si tratta ad oltranza a palazzo Grazioli per sciogliere il nodo della presenza dei cosidetti impresentabili nelle liste del Pdl. Il clima è sempre più confuso. Le sorti di Cosentino, l’ex sottosegretario all’Economia, sarebbero ancora in bilico. È lo stesso Berlusconi a dettare la linea: è «sub judice». A SkyTg24 ha detto di aver chiesto un «atto di generosità sulla rinuncia a persone perseguitate dai giudici». Però Alfonso Papa ha respinto l'invito: «Non intendo ritirarmi». E ci sono anche le deroghe, come per Osvaldo Napoli: «Sono riconosciuti i miei meriti e la mia lealtà». Confermato il passo indietro di Dell’Utri e Scajola. In Lombardia Lupi sarà front runner alla Camera. Formigoni dovrebbe essere al secondo posto al Senato. Circola anche la voce di un seggio a palazzo Madama per il portavoce del Cavaliere ed ex sottosegretario alla presidenza Paolo Bonaiuti. Ma per le conferme, bisognerà aspettare stasera.
(Metro)

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