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Un megatunnel sotterraneo da un miliardo e mezzo di euro

Un’opera di grande interesse nazionale, secondo Fs. Di enorme impatto ambientale, secondo i comitati di fiorentini che l’osteggiano. Il passante ferroviario di Firenze, in costruzione, è un sottoattraversamento di circa 9 km, 6 dei quali in galleria, destinato all'alta velocità. Secondo i calcoli dell’università di Firenze farebbe recuperare ai treni in arrivo da roma e diretti a Milano circa 5 minuti nei tempi di percorrenza. Necessari, secondo i fautori. Inutili, per i detrattori.
Il percorso comincia alla stazione di Firenze Castello si interra nei pressi della stazione di Rifredi e risale in superficie al Campo di Marte, immettendosi poi sulla esistente linea ad alta velocità Firenze-Roma. Il progetto comprende anche la realizzazione di una nuova stazione sotterranea dedicata all'alta velocità nell'area ex Macelli, tra la stazione di Santa Maria Novella e quella di Rifredi, disegnata e progettata dall'architetto Norman Foster. Per la stazione la fine dei lavori, entrati nel vivo solo lo scorso dicembre, è prevista nel 2016. L'opera complessiva è compresa in un progetto di investimento nazionale di cui è committente Rete ferroviaria italiana Spa, società pubblica del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane ed è stata condivisa da ministero dei Trasporti, Regione Toscana, Provincia e Comune di Firenze.
Il progetto è stato avviato nel 1995 e ha avuto un percorso complesso. I comitati No Tav dei fiorentini sono preoccupati per gli impatti ambientali del sottoattraversamento e critici sul rapporto fra il costo dell'opera e i benefici per i fiorentini. Il costo complessivo per la realizzazione del Passante ferroviario, così come si legge sul sito d'informazione del progetto stesso, compreso le opere connesse e quelle sulla mobilità urbana, è di 1,5 miliardi di euro.
 La talpa Monnalisa, così  è stata chiamata la fresa a pressione, avrebbe dovuto cominciare a scavare il tunnel sotterraneo all'inizio di quest'anno. Le terre dello scavo avrebbero dovuto essere trasferite a Santa Barbara di Cavriglia ad Arezzo. Il trattamento delle terre di scavo è stato uno dei motivi dei ritardi nella partenza della trivell.
(Stefania Divertito)

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