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Ginecologi in sciopero Vogliamo maggiori tutele

Mi consenta a... Giorgio Vittori, past president della Società Italiana Ginecologia e Ostetricia. Il 12 febbraio niente parti programmati, esami e visite per le future mamme. Perché ginecologi e osterici d’Italia faranno uno sciopero delle nascite?
Per capire dobbiamo pensare a quello che è successo nell’estate del 2010...
Tutti quei casi di malasanità?
Esattamente. Fu a partire da quei casi che si arrivò al cosiddetto decalogo Fazio nel novembre 2010. Un regolamento delle sale parto,  con l’eliminazione graduale di tutti i punti nascita con meno di mille parti l’anno. Non se ne è fatto più niente...
Quindi?
In tutto questo mancato dialogo con le istituzioni c’è stata una recrudescenza dei contenziosi medico-legali. È così che si produce la cosiddetta medicina difensiva.
Più parti cesarei vuol dire?
Anche.
Come dovrebbe essere invece?
Una medicina proattiva,  che cerca la migliore soluzione possibile.
Questo chiedete?
Chiediamo di considerare il fenomeno nascite come un nodo strategico per il futuro di questo Paese. E chiediamo anche polizze sanitarie più tutelanti.
Con lo stop ai parti il 12 febbraio non rischiate di colpire solo i pazienti?
Saranno garantite tutte le urgenze. Il rapporto con il paziente è la nostra unica arma...
 
(Serena Bournens)

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