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Oggi primo verdetto sulla babele di liste

Roma. Sarà suspance fino all’ultimo sulle centinaia di simboli presentati per le ormai vicinissime elezioni politiche. Il primo verdetto arriverà stamane dal Ministero dell’Interno, mentre quello definitivo sarà pronunciato giovedì della Cassazione. Poi i giochi saranno fatti e, con l’ufficializzazione delle liste, la campagna elettorale entrerà nel vivo in vista del voto del 24 e 25 febbraio. Ieri pomeriggio si è chiusa la presentazione dei contrassegni elettorali al Viminale, con uno strascico al veleno per i simboli “clonati” a danno del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, degli arancioni della Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia e della lista “Scelta civica con Monti” che candida il premier uscente.
La denuncia dei Radicali
La legge, però, parla chiaro: «Non è ammessa la presentazione di contrassegni identici o confondibili con quelli riproducenti simboli, elementi e diciture, o solo alcuni di essi, usati tradizionalmente da altri partiti». Dunque il Viminale dovrebbe rimettere le cose a posto. Intanto i Radicali denunciano le carenze di enti locali e tribunali nel servizio di autenticazione delle firme, necessarie per la presentazione delle liste senza rappresentanza istituzionale. E in Veneto la battaglia si gioca persino sulla registrazione della versione locale dello slogan “Yes, we can”: “Yes, podemo!”.
Botta e risposta tra Monti e Berlusconi
«Le promesse di Silvio Berlusconi ricordano il Pifferaio di Hamlin che incanta i topini... ha già illuso gli italiani tre volte. La prima vota mi sono fatto illudere anch’io, nel 1994. È un vecchio illusionista ringalluzzito». Così Mario Monti, ospite di “Porta a Porta”. A stretto giro, da Sky Tg24, la replica di Berlusconi: «Io pifferaio? Anche Monti è stato un bluff, ci siamo caduti tutti. È lui che ha aumentato le tasse in modo mai visto prima, vuole tassarmi anche il piffero? Dire che le ho aumentate io è una mascalzonata».
 
(Metro)

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