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Russia scoppia la protesta contro la legge sulle adozioni

Russia. Sfidando temperature inferiori ai -10°, al grido di “vergogna” e con cartelloni contro i deputati della Duma, in migliaia si sono radunati ieri a Mosca per protestare contro la discussa legge anti-Magnitsky, con cui dal 1° gennaio la Russia ha vietato le adozioni di orfani da parte degli Stati Uniti. Alcuni dei leder dell'opposizione come Ilya Yashin, del movimento Solidarnost, hanno parlato di "un grande successo" con affluenza di 50.000 persone. Stime ridimensionate dalla polizia, secondo la quale i partecipanti non erano più di 9.500. L'accusa mossa a parlamentari e al capo del Cremlino che ha firmato il documento, è quella di usare i bambini come pedine in una disputa politica tra Mosca e Washington. La cosiddetta "legge anti-Magnitsky" è la risposta russa al Magnitsky Act statunitense, che impone sanzioni ai funzionari russi, sospettati di essere coinvolti nella morte di Sergey Magnitsky, avvocato deceduto in circostanze sospette in una prigione moscovita nel 2009.
Agi

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