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Giglio il ricordo un anno dopo

grosseto. Con il riposizionamento in mare dello scoglio strappato dalla Costa Concordia alle 21.45 di un anno fa, si è aperta ieri mattina la giornata di commemorazioni del primo anniversario della tragedia, che causò 32 morti e 110 feriti.
Alla cerimonia hanno assistito i familiari delle vittime e gli abitanti del Giglio, che commossi hanno ascoltato le parole di Napolitano. Il presidente ha rinnovato la sua «solidarietà a quanti sono stati segnati da quel terribile incidente». Sull'isola, anche il capo della sala operativa della capitaneria di porto di Livorno, Gregorio De Falco, divenuto celebre per la telefonata al comandante Schettino. «Si poteva fare di più - ha spiegato - se avessimo avuto la collaborazione che dovevamo attenderci».
Intervistato a “Domenica In”, il comandante Francesco Schettino, rivolgendo un pensiero alle vittime ha spiegato che «il dolore non va esibito, è qualche cosa che noi ci portiamo dentro». Ripercorrendo quanto accaduto quella notte poco prima davanti dell'impatto, Schettino ha spiegato che «non era un inchino» ma «un passaggio vicino all'isola, pianificato con la Costa». Poco prima dell'impatto, il comandante capì che «c'era la montagna di fronte...  chi è preposto al radar doveva dire che c'era la  terra di fronte». Quanto alle comunicazioni fornite ai passeggeri, Schettino è tornato a difendersi: «Parlai di blackout perché c'era da gestire il panico.  Volevo che i passeggeri fossero tutti contati e messi sulle scialuppe».
IL PROBLEMA DEI COSTi
romaSulla tragedia del Giglio pesa ora il problema dei costi e i tempi di rimozione. Il Codacons prepara un esposto alla Corte dei Conti: a distanza di un anno, la Concordia è ancora in mare (si prevede lo spostamento entro la fine dell'estate) e «i costi per la rimozione sono enormemente cresciuti - spiega il presidente Carlo Rienzi - aumentando addirittura di 100 milioni di euro e raggiungendo l'abnorme cifra di 450 mln di dollari, mentre il cronoprogramma viene sempre più spostato in avanti». (metro)

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