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Da orfano appello a Putin sull adozione

Russia. Un orfano russo quattordicenne, che soffre di una malattia genetica, ha scritto al presidente Vladimir Putin per chiedergli di concludere la sua adozione da parte di una famiglia americana, interrotta a causa della discussa legge anti-Magnitsky, entrata in vigore lo scorso 1° gennaio. Col provvedimento, Mosca ha vietato le adozioni di orfani russi da parte di cittadini Usa, rispondendo così al Magnitski Act, con cui Washington aveva preso misure contro funzionari russi ritenuti coinvolti nella sospetta morte in carcere dell'omonimo avvocato, che  aveva denunciato un grosso giro di corruzione ai vertici dello Stato. Il ragazzo vive in orfanotrofio a Celiabisnk, città degli Urali, ed è  in contatto da sette anni con una famiglia usa che l'anno scorso ha deciso di adottarlo. La procedura è stata avviata, ma ora si trova nel limbo a causa della controversa legge, in seguito alla quale Mosca si è anche ritirata dall’accordo con gli Usa sulle adozioni internazionali. In America, il ragazzino troverebbe  anche possibilità di essere curato. A favore della sua richiesta si è espresso il difensore civico locale, Margarita Pavlova: «Maxim ha ormai rapporti molto forti con questa famiglia americana, ritengo che non si possano rompere». La legge ha suscitato un coro di critiche non solo da parte dell'opinione pubblica ma anche all'interno dello stesso governo russo. Il deputato del partito di maggioranza Russia Unita, Robert Schlegel, ha detto di voler proporre un'esenzione almeno per i bambini disabili, che in Russia hanno grandi difficoltà a trovare famiglie. Il Dipartimento di Stato Usa ha auspicato che con Mosca il “dialogo vada avanti” per permettere almeno che vadano in porto le adozioni di cui si era già avviata la pratica e che coinvolgono 1.000 bambini.
 
(Metro)
 

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