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CONCORDIA PASSEGGERI FURONO NEGLIGENTI

Se durante il naufragio i passeggeri della Concordia hanno riportato lesioni è anche a causa loro perchè «hanno assunto comportamenti negligenti o disattenti». Lo ha sostenuti, in un documento ufficiale, la Carnival, società armatrice proprietaria della costa e a raccontarcelo è John Arthur Eaves jr., legale statunitense che difende circa 150 vittime del naufragio.
Avvocato, in che contesto è stato affermato?La Carnival è stata chiamata in causa da alcuni passeggeri e in risposta ha depositato in tribunale in California dei documenti in cui accusa i passeggeri della Concordia di «comportanti negligenti o disattenti concausa, se non l'unica causa, delle presunte lesioni » verificatisi durante il naufragio.
Quindi sarebbe colpa dei passeggeri?Non solo. Nei documenti depositati Carnival «nega di avere il dovere della sicurezza nei confronti delle persone ricorrenti e di doverle di proteggere da danni durante la permanenza a bordo della nave e durante l'uso previsto».
Qual è invece la sua tesi?Nella fase istruttoria del processo che inzierà il 23 luglio chiederò di testimoniare anche a Micky Arison, amministratore delegato della Carnival e membro del comitato instaurato dalla società per far osservare le regole in tema di sicurezza e di protezione salute e ambientale (comitato Hess, ndr). Secondo gli statuti, "….l'obiettivo del comitato Hess consiste nel assistere i direttori della società nell'adempimento dei compiti previsti nei programmi e nelle iniziative stabilite per garantire la sicurezza in mare e su terra in coerenza ai requisiti fissati in materia di sicurezza generale, di protezione salute e ambiente nonché riguardante gli aspetti legali." I membri di tale comitato sono Sir John Parker (presidente), Arnold Donald, Sir Jonathon Band, Debra Kelly-Ennis e Micky Arison stesso. Chiederemo di interrogare tutti i membri del comitato Hess, tutte le persone responsabili per la definizione dei programmi per la formazione dell'equipaggio e tutte le persone responsabili per osservare che l'equipaggio sia ben preparato per intervenire in caso di emergenza o di una eventuale evacuazione della nave. Tutte le persone, insomma, responsabili con la loro condotta di aver permesso al capitano di deviare la rotta della nave per eseguire la “navigazione turistica” , cioè il tragico “inchino”.
(Stefania Divertito)

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