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Un test per umiliare i docenti precari

Marcello Pacifico, presidente dell’Anief, sindacato dei precari della Scuola.
Secondo i dati diffusi dal Miur, al concorsone della scuola i giovani sono stati i più bravi. Una debacle per i precari?In realtà  i giovani che hanno partecipato al concorso si contano sulle dita di due mani, non più di dieci. Per essere ammessi al test preselettivo, bisognava essersi laureati entro il 2004. Oppure essere già abilitati all’insegnamento.  
Perché il ministero avrebbe diffuso i dati allora?Lo ha fatto apposta: noi l’avevamo accusato di voler impedire ai giovani di concorrere al concorso a cattedre, proprio in virtù delle regole di ammissione.  
Perché ce l’avete tanto con questo concorso? Perché è assurdo che precari già abilitati all’insegnamento debbano essere valutati non sul merito ma in base a quiz che sembrano più  che altro un gioco a premi.
Ma se le cattedre sono11 mila e i partecipanti oltre 300 mila, un modo per sfoltire la platea dei canidati bisognava pur torvarlo.
Sì, ma non umiliando i docenti precari, esaminandoli su domande assurde e non sulla loro preparazione didattica.
 
(Valeria Bobbi)

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