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MA IL MONDO NON FINISCE OGGI

Roma. La profezia dell’apocalisse non “scalda” i bookmaker - la fine del mondo che qualcuno vuole fissata per oggi dall’antico calendario Maya viene quotata 5.000 volte la posta, meno dell’arrivo degli alieni - e soprattutto gli australiani, nell’altro emisfero, hanno già trascorso un tranquillo 21 dicembre. Ma ciò non basta a convincere gli scettici e i superstiziosi che, anche in Italia, si sono preparati con amuleti, raduni scaramantici e salvifiche visite guidate nei bunker (come quelli del Monte Soratte alle porte di Roma). Ma se gli scienziati ribadiscono che si tratta di un equivoco (per i Maya c’è solo un cambio di ciclo), le Fiamme Gialle mettono in guardia dal pericolo vero: la “Bomba dei Maya”, il più micidiale fuoco d’artificio illegale in arrivo per il Capodanno. Se ci arriviamo vivi.
 
Una bufala da ridere
José Natividad Ic Xec è un discendente dei Maya, gestisce il blog “Chilam Balam” basato su documenti storici e vive a Mérida, capitale dello Stato messicano dello Yucatán. A Metro spiega che la profezia sul giorno del Giudizio non c’entra con la fine del mondo.
Qual è il significato della profezia del 21 dicembre per la gente Maya?
Per i Maya che vivono nello Yucatán questa data non rappresenta nulla. Come chiunque altro la vivremo come una giornata normale. Questa data è solo un passaggio nel calendario, perché il 22 dicembre segna la fine di 13 baktun (un baktun è un periodo di 394 anni, o 144.000 giorni). Quindi è solo la fine di un’era nel calendario.
E dunque la profezia sulla fine del mondo è fantasia?
La gente parla di una rivoluzione nella consapevolezza umana, di una nuova luce che brillerà sul mondo. I credenti parlano di una sorta di trasformazione e si raccoglieranno attorno alle piramidi Maya. Ma tutto questo non è un parto dei Maya, a noi in realtà non importa un fico secco. Al contrario, ci fa ridere. La nostra gente sa ben poco dell’antico calendario della Lunga Conta Maya. L’unica cosa che sappiamo è che la data del 22 dicembre segna una fine nel calendario, ma la gente usa quella del 21 dicembre perché è il solstizio e fa più clamore.
(Erika Padrón, Metro World News)
 
Non venite a Bugarach
A Bugarach non vedono l’ora «che arrivi sabato e tutti si tolgano dai piedi». «Sto lanciando un appello al mondo: non venite qui», ha implorato il sindaco Jean-Pierre Delord, rivolgendosi ai turisti dell’apocalisse che minacciano di invadere il minuscolo villaggio nel sud-ovest della Francia, indicato sul web come unico luogo immune all’apocalisse globale. Ma già negli anni Ottanta la scrittrice Elizabeth van Buren, pronipote del presidente americano Martin van Buren, aveva indicato quella zona come «rifugio per la fine del mondo». «Bugarach - spiega a Metro lo storico Val Wineyard - è sempre stato considerato un posto magico: dalla geologia agli avvistamenti di dischi volanti». Queste voci e la caratteristica sommità piatta del Picco di Bugarach si pensa abbiano ispirato il film “Incontri ravvicinati del terzo tipo” di Spielberg. Ma c’è un lato oscuro che preoccupa le autorità. «Le manipolazioni da parte delle sette», dichiara un portavoce di Miviludes, gruppo che le tiene sotto controllo, ricordando il suicidio di massa dei 48 membri del Tempio del Sole nel 1994. Miviludes ha scoperto in alcuni bunker vicini al paese gruppi “pericolosi” e la polizia presidia le strade di accesso alla montagna. Questa parte sonnacchiosa della Francia sarà ben lieta di vedere l’alba di sabato.
 
(Kieron Monks, Metro World News)

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