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Il test del concorsone umilia i precari

Mi consenta a... Marcello Pacifico, presidente dell’Anief, sindacato dei precari della Scuola. Secondo i dati diffusi dal Miur, al concorsone della scuola i giovani sono stati i più bravi. Una debacle per i precari?
In realtà quei dati sono fuori dalla realtà, perché i giovani che hanno partecipato al concorso si contano sulle dita di due mani, non più di dieci. Per essere ammessi al test preselettivo, bisognava essersi laureati entro il 2004. Oppure essere già abilitati all’insegnamento. Quanti mai potranno essere gli abilitati a 25-26anni?
Perché il ministero avrebbe diffuso i dati allora?
Lo ha fatto apposta: noi l’avevamo accusato di voler impedire ai giovani di concorrere al concorso a cattedre, proprio in virtù delle regole di ammissione.  
Perché ce l’avete tanto con questo concorso?
Perché ci sembra assurdo che precari, già abilitati all’insegnamento, debbano essere valutati non sul merito ma in base a quiz assurdi, che hanno l’unico scopo di snellire il lavoro delle commissioni per le prove successive. Non è un gioco a premi.
Ma se le cattedre sono 11 mila e i candidati 300 mila, un modo per sfoltire la platea dovevano pur trovarlo.
Sì, ma dovevano entrare nel merito delle materie. Invece così hanno umiliato tutto il bagaglio di preparazione di chi già insegna.
 
(Valeria Bobbi)

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