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Il drone incastra la rete dei pusher

L’occhio che ha incastrato un’organizzazione di spacciatori a San Salvario veniva dal cielo. Per la prima volta in Italia la polizia municipale di Torino ha utilizzato un drone per filmare l’attività dei pusher. L’elicottero radiocomandato ha osservato dall’alto lo scambio di soldi e droga, sia di giorno che di notte.
Un contributo importante a un’attività di indagine durata tre mesi. I civich si sono avvalsi anche delle riprese effettuate dall’interno di alcuni esercizi pubblici, o agli angoli delle strade, e dagli androni dei palazzi o dai balconi di appartamenti privati: «Abbiamo incontrato la disponibilità a collaborare alle indagini da parte di molti e cittadini e residenti, che hanno accettato di far installare le nostre telecamere dai loro terrazzi» ha spiegato la dottoressa Paola Loiacono, dirigente della sicurezza urbana, che ha aggiunto: «Il drone è stato importante per queste indagini, ma lo utilizziamo anche per altri scopi. Ci ha aiutato ad esempio a monitorare la Turin Marathon, può essere utile anche per altre manifestazioni».
L'inchiestaDrone a parte, l’inchiesta coordinata dalla polizia municipale ha preso il via proprio dalle segnalazioni dei residenti, esasperati per lo scambio di droga a cielo aperto per le strade di San Salvario. Gli investigatori hanno organizzato 17 punti di controllo e osservazione. Una volta raccolte le immagini e individuato i pusher, è scattato il blitz: lunedì notte gli agenti hanno identificato 16 persone, ne hanno denunciate altre 13 e hanno arrestato tre cittadini del Senegal. Per questi ultimi l’accusa è detenzione e spaccio di stupefacenti, in particolare hashish ed eroina. Alla vista dei civich i tre, tutti molto giovani (tra i 18 e i 22 anni) si sono affrettati ad inghiottire gli ovuli di droga.
(Paolo Chiriatti)

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