Spettacoli

Tra Joyce e Wilde si va tutti in scena

Teatro. Si consumano sotto il segno di James Joyce e Oscar Wilde i debutti a teatro di stasera, tra amori, gelosie, equivoci e passioni. Tutti conoscono Joyce per la sua opera più importante “Ulisse”, ma pochi sanno che il drammaturgo irlandese scrisse anche una pièce teatrale “Exiles”, datata 1914, appena dopo aver messo in cantiere le prime bozze dell’Ulisse. È proprio questo testo, dove il tema dell’amore si intreccia alla passione, al possesso e alla gelosia, a debuttare stasera (ore 21) al Teatro Belli (piazza Sant’Apollonia) con la regia di Gianni Leonetti. In scena fino al 2 dicembre quattro attori: Francesco Laruffa, Valerio Pistillo, Lorenzo Messeri e Sonia Burgarello si impegnano in un thriller sentimentale che esplora le dinamiche e gli impulsi più profondi del rapporto a due. Sempre nel segno di Joyce, a 70 anni dalla sua morte, al Teatro Argot Studio (via Natale del Grande) è in scena “Molly”, il testo tratto da “Ulisse”, adattato e interpretato da Chiara Caselli con la regia di Maurizio Panici. Quale occasione migliore di questa ricorrenza per riportare sulla ribalta Molly Bloom? Chiara Caselli interpreta con passione un personaggio che dice con fermezza il suo sì alla vita e all’amore. Da Joyce a Wilde il passo è breve e al Teatro San Paolo (via Ostiense) debutta un classico di Oscar Wilde: “L’importanza di chiamarsi Ernesto”, adattato e diretto da Esther Cantoni.  Giovane e frizzante, la commedia scorre sulle musiche dei Beatles e sarà  in replica fino al 16 dicembre.
(Barbara Nevosi)

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