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Le scuole romane sul piede di guerra

Roma. Docenti, studenti, personale Ata e genitori si sono riuniti ieri pomeriggio, prima in piazza Mazzini e poi al liceo Mamiani, per rilanciare la mobilitazione in difesa della scuola pubblica che culminerà nella manifestazione regionale indetta dal coordinamento delle scuole di Roma per sabato (con partenza alle 14.30 da piazza dell’Esquilino). Al centro della protesta il ddl 953 (“ex Aprea”) che, secondo i manifestanti, «apre le porte alla futura e completa sottomissione agli interessi privati, ponendo fine alla scuola statale uguale per tutti e negando la Costituzione». Ma docenti e studenti sono in lotta anche contro i provvedimenti della legge di stabilità che «sottraggono un miliardo alla scuola pubblica e finanziano con 223 milioni quella privata, prevedendo inoltre l’abbassamento della qualità dell’insegnamento con l’aumento di un terzo dell’orario di lavoro degli insegnanti a parità di salario».
Un crescendo di manifestazioni
Sino a sabato sarà un crescendo: oggi corteo a Montesacro, domani manifestazione da piazza di Cinecittà, venerdì presidio al ministero e corteo all’Eur. Ieri, intanto, denunciati otto studenti che tentavano di occupare l’istituto “Ruiz”. Occupato l’Itc Bachelet; mentre ad Ostia sono occupati i licei Anco Marzio e Labriola e gli istituti Toscanelli, Faraday e Urbani.
Mobilitazione anche alla Sapienza
Un gruppo di universitari ha occupato ieri la sede di Laziodisu, l’ente regionale per il diritto allo studio, per protestare «contro la drastica riduzione dei posti alloggio delle residenze universitarie». Gli studenti hanno poi coperto le strisce blu dei parcheggi di via De Lollis «per rivendicare il diritto alla mobilità» e protestato contro il caro mensa. Oggi alla Sapienza assemblea cittadina in vista della protesta del 14 novembre.
 
(Metro)

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