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Lambretta il questore bravi ma vi sgombero

Continua il botta e risposta istituzionale sul “caso Lambretta”, il centro sociale di Città Studi (foto) che da aprile occupa alcune villette di piazza Ferravilla e di via Apollodoro. Gli edifici, di proprietà dell'Aler, verranno sgomberati in settimana dalla polizia. Lunedì è stata la volta del responsabile ufficio relazioni di Palazzo Marino Paolo Limonta, che richiedeva al questore Luigi Savina di non liberare gli spazi occupati anche in virtù dell'arresto di Zambetti, principale promotore dello sgombero. Pronta era arrivata la risposta dell'Aler che rivendicava la destinazione degli immobili alla vendita e ad Expo. Ieri la palla è passata al neo questore Luigi Savina che ha scritto a Limonta, sottolineando l'illegalità dell'occupazione, senza demonizzare il lavoro svolto dai ragazzi del collettivo: «Prendo atto dello sforzo fatto da questi giovani- scrive Savina- per recuperare gli spazi in argomento e soprattutto del loro impegno nel quartiere finalizzato a creare momenti di incontro culturale e di socializzazione con i residenti».
Anche il sindaco Pisapia si è espresso sulla gestione dell'Aler: «Ovunque ci sia presenza della mafia, il sindaco non può che esserne preoccupato». Secondo le indagini infatti, Zambetti avrebbe favorito l'assunzione all'Aler  e l’affitto  di un appartamento   alla figlia del “portavoce” della ’ndrangheta Costantino, arrestato con Zambetti.Gli occupanti: Aler rifiuta il dialogo«Sentir parlare l'Aler di legalità dopo le presunte connessioni con la 'ndrangheta è paradossale». Esordisce così Valentina, del collettivo Lambretta: «Le villette occupate, invendute alle aste, non sono tra gli immobili destinati a Expo. Da tempo chiediamo che sia legalizzata la nostra posizione ma l’Aler rifiuta ogni confronto». Ieri i ragazzi dei collettivi hanno fatto irruzione nella sede dell’Aler, dove hanno svolto un’assemblea e distribuito volantini negli uffici.
(Valentina Valente)

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