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Dalla procura di Taranto dubbi sull Aia per l Ilva

Il ministro Clini venerdì scorso, presentando la bozza dell’Autorizzazione integrata ambientale che, tra l’altro, prevede una riduzione dell’inquinamento dello stabilimento, anche se non in tempi immediati, aveva auspicato che l’atto potesse servire anche a superare il conflitto con la magistratura che ha ordinato il blocco della cockeria.
Ma il procuratore capo della Repubblica, Franco Sebastio, senza rispondere direttamente al ministro per l’ambiente, ha detto: «Il giudizio sull'Aia non possiamo certo darlo adesso per il semplice fatto che il provvedimento definitivo non c'è. Esiste solo una bozza che deve compiere ancora qualche passaggio prima di diventare decreto. Quando l'atto sarà ufficiale, lo studieremo e valuteremo». E aggiunge: «Bisogna anche intendersi sulla realtà che abbiamo difronte. Ovvero se pensiamo che lo stabilimento non sia pericoloso, allora gli diamo tempo, anni e forse anche decenni per mettersi a norma, ma se tutti conveniamo, come mi pare, che il pericolo c'è, allora la situazione è diversa». Insoluto è l'interrogativo se l'Ilva possa risanare producendo, e l'Aia (che sarà esaminata in Conferenza dei servizi il 18 ottobre) si muove senza dubbio in questa direzione, oppure se la produzione potrà riprendere solo a risanamento compiuto, dopo l'eliminazione delle emissioni nocive, la fonte del reato, che, a luglio, ha fatto scattare l'ordine di sequestro. «Leggo – osserva ancora Sebastio – che l'Ilva dovrebbe scendere con la produzione di acciaio da 15 milioni a 8 milioni di tonnellate l'anno. Non sono un tecnico ma vado a memoria perchè vivo a Taranto: anche negli anni migliori, l'Ilva si è sempre attestata intorno ai 9 milioni. Poi, se sto al Tribunale del Riesame, la cui pronuncia non è stata appellata dall'azienda in Cassazione, l'Ilva nemmeno 1 milione di tonnellate potrebbe produrre».
Già un mese fa Sebastio è stato  esplicito quando ha detto che all'azienda è «inibita» la produzione, sabato scorso dei custodi all'Ilva hanno ribadito: avviate entro cinque giorni le operazioni di spegnimento.
(Stefania Divertito)

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