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Ultimatum a Formigoni Lega azzera Giunta

La Lega impone l’ultimatum a Formigoni. Non è bastato l’arresto dell’assessore alla Casa Zambetti (Pdl), il quinto, per associazione esterna con l’ndrangheta per aver comprato i voti dalle cosche; né sono bastati altri tre indagati, totale 14, per le spese pazze dei gruppi  in Regione.   
Salvini  oggi con Maroni porterà l’ultimatum al governatore:  o  azzera la Giunta, e dimezza gli assessori «forse un nuovo presidente», oppure consiglieri e assessori del Carroccio si dimetteranno: le lettere sono già pronte. «Elezioni  probabili ad aprile» ha chiosato Salvini.
Formigoni resta con una lista di arrestati e indagati  da far impallidire  gli elenchi dell’epoca di Mani Pulite.  «È un fatto gravissimo ma riguarda Zambetti, cui sono già state tolte le deleghe» assunte dal governatore stesso che più tardi dirà: «Se è tutto vero mi ha tradito».
Negli stessi minuti in cui Formigoni commentava stizzito l’arresto e assisteva all’apertura del Meeting dei Partecipanti ad Expo, è  commissario generale, la guardia di Finanza stava acquisendo al Pirellone kg di faldoni delle spese dei gruppi consiliari (dal 2008 al 2012) di Lega e  Pdl. Di nuovo indagati Franco Nicoli Cristiani, Pdl (già in carcere per 86 giorni per mazzette su discariche e centri commerciali),  Davide Boni, Lega, già indagato, e Massimo Buscemi consigliere Pdl e cognato di Daccò (crack Maugeri, condannato a 10 anni, e crack San Raffaele) ex assessore alla Cultura. L’ipotesi di reato è peculato e truffa aggravata.
 
(Simona Mantovanini)

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