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Taranto col fiato sospeso in attesa dello spegnimento

La data fissata è slittata, ma  la tensione non sta calando, tutt'altro. Le associazioni ambientaliste che da sempre si battono, a Taranto, contro l'acciaieria hanno organizzato manifestazioni e dibattiti per fare il punto della situazione. Ieri doveva essere la data X, quella in cui sarebbe scattato il giro di vite dei custodi sull'Ilva con l'avvio delle operazioni di spegnimento degli impianti per porre fine all'inquinamento. In realtà la disponibilità dell'Ilva a fermare dal primo dicembre l'altoforno 1 e le batterie di cokeria collegate, e che non provocherà personale in esubero, ma soprattutto il fatto che Bruno Ferrante, presidente dell'Ilva, abbia messo a disposizione dei custodi il personale tecnico che servirà per tutte le fermate, hanno un po’ depotenziato la scadenza. Questo rallentamento però preoccupa i cittadini che denunciano continue e vistose emissioni di fumi. Oggi sul lungomare gli ambientalisti sta allestendo un’istallazione con 174 sagome di cartone: tante quanto sono i morti che secondo la procura sono da addebitare all’inquinamento.
E c’è un giallo nel giallo: oggi il ministro Balduzzi avrebbe dovuto presentare i dati aggiornati del progetto Sentieri, la mortalità delle popolazioni che vivono nelle zone più inquinate d’Italia, Taranto inclusa. Ma la conferenza è saltata. Uno dei ricercatori ci conferma che «i dati sarebbero troppo allarmanti, e con l’autorizzazione integrata ambientale definita e da far firmare entro il 17 ottobre, sarebbero stati controproducenti».
(Stefania Divertito)

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