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Kaori Ito danza la perdita del s

Danza. Un balletto che nasce da un romanzo. L’ha creato la giapponese Kaori Ito, una delle danzatrici simbolo del coreografo belga Alain Platel, e che presenterà dopodomani, in prima italiana, alle Fonderie Limone di Moncalieri sotto il titolo di “Island of no memories” per il focus “Sguardi distanti” di “Torinodanza Festival”. Interpretato sul palco dalla stessa Ito con Thomas Bentin e Mirka Prokesová, questo lavoro prende spunto infatti da “The Story of Forgetting”, libro di un autore americano, Stefan Merrill Block, dove il protagonista, vittima di una perdita di memoria, se in un primo tempo si rallegra della propria condizione, che lo libera dal peso della quotidianità, finisce per sorprendersi incapace di esprimere un sorriso, una lacrima, un’emozione. E se le memorie personali sono lacci, prigioni che ci sbriciolano, Kaori Ito celebra in questa sua creazione quelli che il corpo del danzatore può assumere in sé senza esserne stritolato.
Kaori Ito descrive il proprio lavoro come “barocco”, una definizione che accoglie la significativa ispirazione narrativa, temperata da una raffinata messa in scena. Qui infatti la coreografia si nutre della concretizzazione del conflitto tra corpo e mente, innervandosi di rimandi alla religione scintoista. Classe 1979, la carriera della Ito è iniziata studiando balletto classico a Tokyo, debuttando come professionista a 18 anni. Al Purchase College di New York si è avvicinata poi ai metodi Graham, Cunningham, Limon e Horton (Info: 011 5169555).
(Antonio Garbisa)

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