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I pirati consci di poter uccidere

I due tossicodipendenti che il 3 dicembre scorso investirono con la loro auto una famiglia che attraversava sulle strisce pedonali, uccidendo il piccolo Alessandro Sgrò di 7 anni per poi fuggire, avevano «piena consapevolezza di tenere una condotta pericolosa». A scriverlo è il  gup di Torino Rosanna La Rosa, che lo scorso 12 luglio ha condannato i due pirati della strada di Aosta a 11 anni di carcere.
Ieri sono state depositate le motivazioni della sentenza nelle quali il giudice scrive che  «certamente l’evento è stato previsto dagli imputati come altamente probabile, viste le modalità di guida, lo stato di alterazione del guidatore e le caratteristiche della strada, sulla quale sono presenti attraversamenti pedonali».
Pari colpevolezzaNon solo il magistrato evidenzia che l’investimento «sarebbe stato altamente prevedibile ed evitabile». Pari colpevolezza tra A.C., che era alla guida dell’auto, e F.G., che dell’auto era proprietario. Questo perché F.G. «avrebbe potuto facilmente dissociarsi chiedendo a A.C. di non guidare più», visto il suo stile spericolato,  ma «non lo ha fatto neanche dopo aver travolto la famiglia Sgrò». Entrambi poi tentarono di depistare le indagini, nascondendo l’auto.
(Rebecca Anversa)

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