Meteo
 


Spettacoli

Dalla Callas a Winehouse si danza con Nacera Belaza

Danza. Una danza pura e astratta dove trova poco spazio la narratività, tanto da farla definire dalla critica “una dimensione quasi sacrale”. Questo è il tratto distintivo della coreografa-danzatrice Nacera Belaza che metterà in scena, dopodomani al Teatro Gobetti, il suo “Le cri” per il focus “Sguardi distanti” del festival “Torinodanza”. Questo lavoro è un proseguimento della riflessione che la coreografa dedica al ruolo e al confronto sul corpo attraverso una ricerca minimalista da solista e al contempo con l’esplorazione del gruppo inteso come comunità. In sospeso, come un lieve alito di vento, aleggerà sul pubblico una necessaria riflessione sul rapporto che lega chi assiste allo spettacolo a chi determina l’esperienza scenica.
Da più parti è stato rimarcato come questa danza intrecci ossimori come ascesi e piacere, spiritualismo e sensualità. E, in questo spettacolo, la graduale presa di coscienza del sé è sublimata dai salmi di Larbi Bestam e dalle voci di Maria Callas e Amy Winehouse. Nata in Algeria, Nacera Belaza giunse in Francia a 5 anni, ma la sua passione per la danza si scontrò con l’opposizione familiare. Ecco allora che la sua formazione è avvenuta in modo quasi clandestino, precludendole uno sbocco accademico. Sarà per questo che tra i suoi temi favoriti si trovano la rivolta contro il mondo, il piacere per la dissoluzione e la fascinazione per una dimensione mistica e di trance (Info: 011 5169555).
(Antonio Garbisa)

Spettacoli