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Zingaretti in corsa per il dopo Polverini

È dalla sala congressi di un maxi hotel in via Mantegna, (guarda caso a un passo dalla Regione) che Nicola Zingaretti ha annunciato la sua candidatura alla guida del Lazio. Lo ha fatto scegliendo toni decisi: «La priorità assoluta è fare piazza pulita del malaffare alla Regione e della situazione di degrado morale alla quale l’ha ridotta la destra. Quanto è avvenuto nel Lazio è diventato un caso nazionale che dobbiamo risolvere noi».
Zingaretti ha spiegato che «in Regione c’è bisogno di aprire una fase costituente, per cambiare lo statuto e quelle regole che hanno permesso  ai politici di preoccuparsi solo dei politici, e non dei cittadini». Il presidente della Provincia non ha escluso le primarie per scegliere il candidato per la Pisana, ma i tempi sono stretti (si dovrebbe votare il 16 dicembre) e a sinistra per ora c’è solo lui. «Ribadisco: si voti al più presto, la presidente uscente Renata Polverini garantisca tempi e modalità» ha detto Zingaretti.
Nella coalizione immaginata dal governatore della Provincia ci sarà spazio per tutte le forze di opposizione alla giunta uscente. Un messaggio che sa di presa di distanza dall’Udc, che dell’amministrazione Polverini ha fatto parte. Sulle liste elettorali Zingaretti ha spiegato che i consiglieri uscenti del Pd non saranno ricandidati, come primo segnale di rigore.
Campidoglio addio«Le primarie del centrosinistra per scegliere il candidato sindaco di Roma si faranno il 20 gennaio» ha spiegato Zingaretti alla platea. Ma il candidato forte a era proprio lui. «Di questi tempi capita a tutti di cambiare programma» aveva scherzato prima della conferenza . Ma a chi gli chiedeva il perché di questo cambio ha risposto: «Il momento è grave, bisogna mettere da parte le ambizioni personali e lavorare per il bene comune. Ho fatto la scelta più difficile».
(Paolo Chiriatti)

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