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ILVA LA PROCURA DICE DI NO A FERRANTE

Alla fine, i dati aggiornati sulla mortalità in eccesso a Taranto, dello studio Sentieri dell'Istituto superiore della Sanità ci sono. Contrariamente a quanto aveva dichiarato il ministro della salute ieri e proprio come aveva appurato Metro, che ha sentito uno degli autori dello stesso rapporto. La conferma ci viene, indirettamente dal ministro Balduzzi. In un comunicato informa che saranno presentati ufficialmente il 12 ottobre. «I dati devono solo essere rilasciati, sono già assemblati», ci aveva infatti raccontato l'autore, che è anche uno dei coordinatori del progetto. Secondo i dati, la mortalità in eccesso a Taranto è almeno del 10%  in più rispetto ai dati attesi. I dati riguardano un periodo che dal 2002 arriva all’anno scorso e conferma il trend già evidenziato con il precendente dossier (1995-2002). Il rapporto riguarda non solo Taranto ma i 52 Sin, siti di interesse industriale. I luoghi più inquinati d’Italia, che vanno da Porto torres a Marghera, a Casale Monferrato, a Taranto, appunto.Sentieri 2.0Dati che arrivano fino all'anno socrso e che oggi Angelo Bonelli, presidente dei Verdi e consigliere comunale proprio a Taranto presenterà in una conferenza stampa con Alessandro Marescotti, presidente Peacelink della città.Perchè il governo sta "prendendo tempo"? È la nostra fonte all'interno di Sentieri che ce lo spiega: «Il governo se li tiene stretti perchè su Taranto qualsiasi cosa accade diventa un caso politico». Dati che stravolgono lo stato delle cose? «Tutt’altro - continua la nostra fonte, uno dei coordinatori del Sentieri 2.0 - confermano quanto hanno stabilito i periti del tribunale di Taranto con lo studio epidemiologico».A marzo fu depositata la perizia secondo la quale  nel quartiere più vicino all’impianto c’è un morto ogni tre mesi imputabile all’inquinamento e in età pediatrica «si è accertato un eccesso di tumori maligni del 25%». Dati confermati quindi dall’Istituto superiore di sanità, che il ministro ha deciso di non divulgare ancora.
Il piano industriale dell'Ilva
Il piano industriale con il rinnovamento e un allegato. Sono i due corposi documenti che  il presidente dell’Ilva di Taranto Bruno Ferrante ha depositato in procura, prima di andare a incontrare i sindacati. Nell’allegato c’è una richiesta: che, nelle more dell'attuazione del piano di investimenti, possa continuare a tenere funzionanti gli impianti sequestrati, anche se a ritmo ridotto, per continuare a produrre acciaio al fine di non interrompere la presenza sul mercato. Articolato e complesso il piano di investimenti da 400 milioni di euro. Innanzitutto interventi nei parchi minerali finalizzati all'abbattimento delle polveri diffuse prodotte dallo spolveramento dei cumuli, con l’obiettivo di ridurle del 70-90% «sulla base delle garanzie fornite da società specializzate del settore», precisa il piano. Per quanto riguarda la copertura dei parchi minerali, Ilva ha già dato incarico alla società Paul Wurth, leader mondiale nella progettazione di impianti siderurgici, di progettare un sistema per la copertura.
Gli interventi immediatiGli interventi immediati già avviati e in corso di realizzazione sono la «impermeabilizzazione dei parchi primari, il completamento della barriera frangivento prescritta dall'Aia, che puo essere ultimata entro la fine dell'anno, la "filmatura settimanale dei cumuli", la "riduzione del 20% della giacenza media dei materiali nei parchi con conseguente riduzione dell'altezza dei cumuli e quindi della superficie esposta all'erosione del vento. E poi: umidificazione delle strade e delle piste e mezzi che percorreranno le strade a velocità dimezzata, per sollevare meno vento e limitare la dispersione di polveri. Previsti, da qui a fine anno, interventi sulle cockerie, così come sugli altiforni. Braccio di ferro con la procuraMa il piano non ferma il braccio di ferro con la procura, che respinge al mittente la richiesta di bloccare lo spegnimento: «Non c'è nessuna "trattativa" sull'Ilva. Perchè ancora oggi ci sono centinaia di tonnellate di polveri che si riversano sui quartieri di Taranto e perchè i provvedimenti giudiziari sono chiarissimi e dicono tutti la stessa cosa: bisogna eliminare, subito, le fonti d'inquinamento. Tutto il resto viene dopo, produzione compresa. Le indagini non sono ancora finite, il quadro delle imputazioni non è ancora completo. È possibile che oltre ai reati di pericolo emergano reati di danno». Il tutto mentre la Camera approvava il dl sul risanamento con risorse per oltre 336 milioni. Il provvedimento riconosce l'area industriale di Taranto, dove ha sede l'impianto siderurgico dell'Ilva, come «area in situazione di crisi industriale complessa», prevede la costituzione di un comitato di sottoscrittori e di una cabina di regia coordinata dalla Regione Puglia. L'attuazione delle azioni di risanamento indicate dal Protocollo verrà assicurata da un commissario straordinario nominato dal presidente del Consiglio su proposta del ministro dell'Ambiente. Commissario, si puntualizza nel decreto, che non dovrà percepire alcun compenso o rappresentare «altri oneri per la finanza pubblica».
(Stefania Divertito)

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