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Amianto i fondi non sufficienti

Città. Troppi i siti contaminati dall’amianto. Troppi, soprattutto se commisurati alle risorse economiche  disponibili per la bonifica o la messa in sicurezza e per il monitoraggio ambientale. E il Piemonte ha uno storico bisogno di bonifiche. Non solo a Casale Monferrato, che per decenni è stato l’epicentro della produzione di manufatti contenenti amianto, ma in tutta la regione. Insomma, i soldi non bastano. È il grido d’allarme del ministro della salute Balduzzi che oggi sarà a Casale Monferrsto con Clini e Fornero, gli assessori locali alla Sanità e il procuratore Guariniello, in occasione della presentazione dei “Quaderni della salute”, dal titolo “Stato dell'arte e prospettive in materia di contrasto alle patologie asbesto-correlate”. Il nostro Paese è stato, fino al bando dell'amianto nel 1992, uno dei maggiori produttori e utilizzatori di amianto, con un consumo di oltre 3,5 milioni di tonnellate in questo arco di tempo.
Parla di «emergenza nazionale» Balduzzi: «Impone un insieme coordinato di interventi a partire dalla bonifica dei siti maggiormente contaminati, dal loro monitoraggio nonchè dalla predisposizione di percorsi diagnostico-terapeutici per i pazienti e di sostegno per le famiglie».Le associazioni delle vittime accoglieranno a Casale ministri e procuratore per chiedere, ancora una volta e a gran voce, che ci sia uno screening sanitario per poter prevenire o, almeno, curare tempestivamente.
(Stefania Divertito)

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