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Cacciatori di fantasmi dal pub al salotto di casa

Dimenticate sedute spiritiche o  pendolini. Per stanare i fantasmi che si aggirano per la capitale ci vogliono telecamere a infrarossi o termiche, registratori in grado di catturare frequenze non udibili dall’orecchio umano, apparecchi capaci di catturare misteriosi campi elettromagnetici.
In città, da dieci anni, c’è una squadra di ghost hunters (www.ghosthuntersroma.it), cacciatori di fantasmi. Ogni mese raccolgono in media 50 segnalazioni di misteriose presenze da parte di privati cittadini o enti. «Le richieste sono tantissime. La percentuale di fenomeni paranormali è molto bassa, ma di solito ci consente di lavorare ad almeno tre casi al mese», spiega Alfredo Falvo, giornalista e membro del team di ghost hunters.
«La nostra è una passione, le indagini che effettuiamo sono gratuite» aggiunge. I casi più appassionanti? «In Campidoglio abbiamo catturato la presenza di uno spettro, forse un frate colpevole di adulterio, murato vivo nel 1.300» racconta Alfredo. Ma a suo dire gli episodi più densi avvengono nelle abitazioni private: «Gli inquilini di un appartamento erano spaventati per le luci di casa che si spegnavano all’improvviso, per i lamenti che provenivano dal salone. Abbiamo documentato tutto scientificamente, così come in un pub dove c’erano ogetti che cadevano dalle mensole senza un motivo».
(Paolo Chiriatti)

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