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Patti Smith si confessa Amo Pinocchio e Tot

Giffoni Valle Piana (SA) - Esile, ossuta, gli inconfondibili capelli incolti, Patti Smith porta addosso i segni di una vita turbolenta. In jeans e t-shirt a righe colorata, la sacerdotessa della new wave è al Festival di Giffoni per una masterclass con i ragazzi. Il sorriso sereno  di oggi non cancella l’eco di quella voce rabbiosa e febbrile che ha segnato la storia del rock a colpi di carisma. E pensare che da bambina piangeva ascoltando la Callas e sognava una carriera da cantante lirica.
Mrs. Smith, qual è il suo rapporto con l’Italia?Profondo. Da piccola la mia favola preferita era Pinocchio e ho sempre adorato Totò. In Italia ho fatto i miei concerti più belli. Amo l’architettura, la cinematografia italiana e l’arte. Qui in ogni angolo c’è una nicchia con un santo dipinto. L’Italia per me è sinonimo di santi, pasta e caffè.
Lei ha conosciuto i protagonisti della Beat Generation e di Woodstock. Janis Joplin ha avuto qualche influenza su di lei?Ho avuto il grande privilegio di conoscerla. Era una performer emozionale, ma così triste, sofferente, autodistruttiva, sul palco era una forza della natura. Pensate all’energia di Tina Turner… Ma no, non sono stata influenzata dal lei, eravamo diverse. Forse perché ero più giovane ma anche ottimista e positiva.
Ha collaborato e conosciuto mostri sacri della musica, oggi chi è la sua fonte di ispirazione?Ognuno mi ha insegnato qualcosa, ma i miei grandi maestri sono stati mio padre e mia madre. Oggi invece la mia musa è mia figlia.
Oggi si punta molto sui videoclip, non crede che abbiano rovinato la musica? Quanta emozione si perde?Clive Davis (celebre produttore musicale, ha prodotto molti album di Witney Houston n.d.r.) l’ha sempre detto: i video hanno rovinato lo scenario musicale perché tolgono potere all’immaginazione. Ma non si può giudicare, la cultura musicale è in evoluzione. Se vuoi metterti contro la cultura devi essere pronto a rinunciare alla ricchezza e alla fama.
Molti giovani scrivono e sono in cerca di se stessi attraverso la poesia, da poetessa contemporanea cosa sente di dire loro?È una lotta quotidiana. Io sto ancora lottando per trovare me stessa. E’ un lungo lavoro. Il mio consiglio? Vai all’essenza di te stesso e delle cose. Vuoi essere un poeta? Sii pronto a soffrire.
A proposito, che futuro vede per le giovani generazioni?Ho grande fiducia in loro, possono cambiare il mondo. Negli anni 70 facevo la scrittrice, non avevo mai tenuto un microfono in mano, ma sono entrata nel mondo del rock perché volevo cambiare il mondo.
(Da Giffoni – Barbara Nevosi)
 

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