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Corsi mai realizzati

A causa dell’età non finirà in cella. Gian Mario Rossignolo, patron della De Tomaso, l’azienda grugliaschese dichiarata fallita dal tribunale di Livorno, è stato arrestato ieri dalla Guardia di Finanza nella sua villa a Vignale Monferrato. L’ordinanza prevede per lui gli arresti domiciliari a Moncalieri.
Il provvedimento è stato eseguito nell’ambito di un’inchiesta su finanziamenti pubblici che la società diretta da Rossignolo avrebbe percepito per realizzare dei corsi di formazione mai fatti. Il reato contestato è di  concorso in truffa ai danni dello Stato. Oltre a Rossignolo sono stati arrestati un dirigente della De Tomaso e un mediatore creditizio. La cifra contestata è di sette milioni e mezzo. Il gip nell’ordinanza scrive che «l’annunciato salvataggio attraverso miracolistici programmi di innovazione, risulta essere stata condotta con la calcolata predeterminazione di procurarsi ingenti somme di denaro per dirottarle illecitamente a favore di economie terze».
Secondo l’accusa, per accedere ai contributi, è stata utilizzata una fidejussione falsa e parte dei fondi è finita direttamente nelle tasche di dirigenti della De Tomaso. Poche ore dopo l’arresto il figlio di Rossignolo, Gianluca, ha rotto il silenzio: «nessun soldo è finito nelle tasche della famiglia».
(Rebecca Anversa)

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