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Ho ucciso mia moglie ma ha solo sognato

Sassari. In vino veritas. Anche per quanto riguarda i sogni. Che, dopo una bella bevuta, possono addirittura sembrare realtà. I fatti: un pensionato di 68 anni di Sassari si presenta in questura. «Ho ucciso mia moglie arrestatemi».  E confessa anche di essere già andato dalla suocera per chiederle scusa. «Non volevo – le dice – non so come sia potuto succedere. L’ho uccisa con un fucile». E poi, via con i dettagli dell’uxoricidio: la lite, le minacce, lo sparo al petto con un fucile detenuto legalmente, la moglie che cade in un lago di sangue non  lasciando alcuna possibilità di dubbio.«I segnali di un epilogo tragico di un mènage coniugale  ultratrentennale c'erano tutti – dicono dalla questura - la coppia, che ha figli ormai grandi,  aveva sempre avuto rapporti turbolenti fino alla separazione, avvenuta qualche mese fa».
E allora parte la squadra per effettuare i rilievi su quello si pensava fosse un cadavere. Ma del corpo nemmeno l’ombra. La signora sta bene. Già perché il 68enne in realtà aveva solo sognato. La lite c’era stata. Ma subito dopo l’uomo aveva trovato rifugio in un bar dove si era ubriacato. E nel pesante sonno seguito alla colossale sbronza, la fantasia del pensionato ha elaborato il seguito della scena familiare vissuta  poco prima. Così le forze dell’ordine hanno dovuto rassicurarlo ma lui, non soddisfatto ed evidentemente impaurito tanto quanto la suocera che ha visto morire e rinascere la figlia in pochi minuti, la mattina dopo è tornato in questura. Stavolta per lasciare lì il suo fucile. Non si sa mai.
(P.P.)

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