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Facebook censura il nudo della campagna Dai corpo ai tuoi Diritti

Il censore ha colpito anche la realtà virtuale oscurando la foto scelta dall’Associazione Radicale Certi Diritti per la campagna “Dai Corpo ai tuoi diritti” pubblicata su Fb. Oggi al posto della foto incriminata si legge la seguente dicitura: Attachment unavailable. This attachment may have been removed or the person who shared it may not have permission to share it with you”.
Il 26 giugno l’Associazione Radicale Certi Diritti aveva lanciato la campagna per portare l’attenzione sui temi per i quali si batte da anni:  matrimonio tra persone dello stesso sesso e riforma del diritto di famiglia, regolamentazione della prostituzione, diritti delle persone trans e intersessuali, affettività per i detenuti, sessualità e disabilità. La campagna “Dai Corpo ai tuoi diritti” ha avuto vasta eco sui social network e decine di persone hanno inviato le loro immagini.
Tra queste Giorgio Lorenzo Codibue ha inviato una foto di nudo integrale (http://www.flickr.com/photos/certidiritti/7535237388/in/set-72157630288308052 <http://www.flickr.com/photos/certidiritti/7535237388/in/set-72157630288308052) che l’associazione aveva pubblicato “poiché – come si legge in un comunicato della stessa associazione  – crediamo nella libertà di espressione di ciascuno e un corpo nudo, senza volgarità, esprime al meglio la richiesta radicale di diritti nudi e crudi, non travestiti da elemosina concesse a dei sudditi”.
La pubblicazione è avvenuta ieri e in meno di 24 ore è diventata virale su Facebook stimolando un dibattito molto interessante sui diritti, il pudore, la comunicazione e la morale. Ma il regolamento di Facebook parla chiaro: “Non pubblicare contenuti: minatori, pornografici, con incitazioni all'odio o alla violenza, con immagini di nudo o di violenza forte o gratuita”. Essendo uno spazio privato “i gestori di Fb – fanno sapere dall’Associazione Radicale  – possono scegliere le policies che credono, anche delle policies moraliste e bigotte che per censurare la violenza ritengono necessaria la qualifica aggiuntiva “forte o gratuita”, mentre il nudo viene censurato a priori, anche nel caso della foto della campagna dall’evidente alto valore morale e artistico”. (Metro)

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