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Codacons presenta esposto per vietare le auto diesel

Roma. «Sequestro preventivo di tutti i veicoli alimentati a diesel sul territorio di Milano e provincia», per evitare che «la libera disponibilità degli stessi possa aggravare o protrarre» una situazione acclarata di rischio mortale. È quanto chiede il Codacons con un esposto alla Procura della Repubblica di Milano fondato sul recente riconoscimento da parte dell’Organizzazione mondiale della sanità della “certezza” che i gas di scarico dei motori diesel causano tumori.
Verso la class action
Quello di Milano è solo il primo passo - sottolinea il Codacons - «perché ora tutte le Procure potranno procedere contro i sindaci che non bloccano la circolazione e i presidenti di Regione che non prendono provvedimenti seri per scongiurare il superamento del valore limite di 50 microgrammi per metro cubo per le polveri sottili (Pm10) che per legge non va sforato più di 35 volte in un anno. Si potrà procedere per “getto pericoloso di cose” e omissione d’atti d’ufficio». E in vista c’è anche una class action dei malati di tumore ai polmoni. Lo scorso giugno - con «prove scientifiche inconfutabili» - il Centro internazionale di ricerca sul cancro dell’Oms ha “spostato” i gas di scarico dei diesel dal gruppo 2 (“probabili cancerogeni”) al gruppo 1 (“cancerogeni certi”).
I risultati della ricerca Oms
“I gas dei motori diesel sono cancerogeni certi e l’esposizione a tali gas è associata ad un rischio accresciuto di tumore al polmone e ad un maggior rischio di cancro alla vescica”. Queste le conclusioni del rapporto del Centro internazionale di ricerca sul cancro.
In calo la vendita di veicoli diesel
Sono 371.995 le vetture diesel vendute in Italia nei primi cinque mesi del 2012, con una pesante flessione del 20,74% rispetto al 2011. La percentuale di vetture diesel vendute nello stesso periodo è stata pari al 54,5% del totale. Al di fuori dell’Europa - dove gli incentivi fiscali ne hanno favorito la diffusione - la trazione diesel è confinata ai veicoli commerciali.
Nelle città non si respira
Non c’è solo l’afa a tagliare il fiato in questi giorni nelle strade cittadine. La “cappa” sta facendo ristagnare tutti gli inquinanti e l’insolazione provoca la pericolosa formazione di ozono a bassa quota. L’aria diventa così un mix di polveri - non lavate dalla lunga assenza di pioggia - e biossido di azoto, che rimane concentrato a livello della strada. L’ozono, insieme al biossido d’azoto, sono potenti broncocostrittori e la loro inalazione comporta un’intensa irritazione delle vie aeree. Ecco spiegato il senso di bruciore agli occhi e alla gola, accompagnato spesso da difficoltà respiratorie e mal di testa, soprattutto nei soggetti già affetti da malattie respiratorie o tendenzialmente allergici ai pollini. L’ozono in particolare può alterare la funzionalità meccanica polmonare, scatenando attacchi di asma, soprattutto nelle persone predisposte. L’invito ai “soggetti a rischio” (bambini, anziani, pazienti cardiopatici o affetti da malattie respiratorie) è dunque quello di evitare di uscire all’aperto nelle ore centrali dalle 12 e alle 18.
Bollino rosso per il caldo
Per la recrudescenza delle ondate di calore, soprattutto al centro e al sud, il ministero della Salute ha allertato per oggi e domani i servizi sanitari e sociali in dieci città: Campobasso, Perugia e Pescara (livello 3); Bologna, Latina, Palermo, Reggio Calabria, Rieti, Roma e Viterbo (livello 2). Domani Rieti salirà di livello e si aggiungerà anche Ancona al livello 2.
 
(Metro)

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