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Fornero ammette altri 55 mila esodati

Roma. Oltre ai 65mila lavoratori già salvaguardati, la platea su cui intervenire è quantificabile, con un margine di errore, in circa 55mila soggetti di cui 40mila in mobilità ordinaria per accordi stipulati entro il 31 dicembre 2011»: così il ministro del Lavoro Elsa Fornero ha spiegato nel pomeriggio la situazione dei cosiddetti lavoratori esodati in audizione al Senato.
«Respingo di aver dato informazioni non vere sui lavoratori interessati e di aver sottratto dati. Anzi, rivendico di aver assunto, coerentemente, un atteggiamento di chiarezza e trasparenza per risolvere subito i problemi più prossimi e trovare soluzioni più eque per quelli più lontani, in un'ottica finanziaria stringente. Per far fronte al problema, l'esecutivo potrebbe estendere il trattamento di disoccupazione o pensare alla partecipazione a lavori di pubblica utilità», ha aggiunto.
«Sento l'esigenza di un intervento serrato con le parti sociali per interventi più approfonditi e per individuare situazioni di criticità per misure tempestive e per interventi finanziari modulati nel tempo», ha quindi aggiunto il ministro ipotizzando anche una «sede permanente di monitoraggio» del problema degli esodati: «Siamo impegnati a trovare una soluzione al problema e siamo certi che Parlamento e parti sociali non faranno mancare il loro sostegno convinto», dice a quanti «vorrebbero che la soluzione, su principi e scaglioni, venisse fuori in pochi giorni».
 Poi, in merito alle polemiche scoppiate dopo la diffusione dei dati Inps, secondo cui gli esodati sarebbero 390 mila,  il ministro ha dichiarato di non aver mai fornito dati non veritieri e ha sottolineato che le cifre rese note dall'istituto di previdenza sono parziali e fuorvianti. Il numero di 390 mial lavoratori nella Relazione dell'Inps sui lavoratori esodati ''non è numero dei lavoratori da salvaguardare'', ha insistito.
 Ddl Lavoro: "Pronti a modifiche in itinere”
Durante un intervento telefonico all'incontro 'Occupazione welfare, servizi per il lavoro' della Fondazione Craxi, Fornenro era anche intervenuta sulla riforma del lavoro: «Non c'è dogmatismo, il che significa che bisogna anche essere disposti e preparati a monitorarla, a vedere se gli effetti si discostano e in quale misura dagli obiettivi che ci si è posti e così, dovesse succedere, bisogna avere anche la disponibilità eventualmente a cambiare qualcosa».
L'invito del ministro è ad avere «un approccio pragmatico e una valutazione in itinere", perché, aggiunge, "la riforma è complessa e quindi dobbiamo fare nostro un atteggiamento pragmatico». Fornero, quindi, evidenzia come «il controllo in itinere delle riforme vada usato come metodo affinché contribuiscano al cambiamento» auspicato.
La riforma del lavoro, torna ad evidenziare Fornero, «è buon equilibrio tra esigenze spesso contrapposte delle diverse parti. Se ci sforziamo tutti insieme di guardare alle cose positive che ci sono nella riforma, all'equilibrio che realizza, credo che faremo un buon passo verso la direzione di un futuro migliore per il Paese».
 
(Metro)
 

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