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Legge sugli stadi tra rischi e benefici

Avere uno stadio di proprietà. Un investimento in grado di abbattere in poco tempo i costi per realizzare l’impianto e attrarre molti tifosi in più. Se a questo si aggiunge che la legge sugli stadi (approdata la scorsa settimana in Commissione Cultura alla Camera) consente di costruire «oltre alla struttura sportiva ogni altro insediamento edilizio ritenuto necessario ed inscindibile ai fini del complessivo equilibrio» dell’impianto da realizzare, si capisce quanto l'affare sia ghiotto.
Case e negoziÈ il nodo centrale del provvedimento: In sostanza basta costruire un palasport da almeno 4.000 posti o uno stadio da 7.500 posti o più, per poter realizzare negozi o immobili residenziali. Con il rischio di creare “ecomostri” sproporzionati rispetto a un palazzetto di media grandezza. È l’accusa mossa dalle associazioni ambientaliste, prima tra tutte Legambiente, o da enti come l’Istituto Nazionale di Urbanistica.
“Nessuna deroga”Giovanni Lolli, uno dei due firmatari della legge, ribatte: «Non ci sono deroghe a vincoli urbanistici, paesaggistici o ambientali. Il Ministero della cultura ha ottenuto che si rispetti la normativa vigente. È vero che i comuni possono approvare cambiamenti tramite la variante urbanistica, ma è una regola che vale non solo per gli stadi».
Il caso JuveLa Juventus ha costruito il suo impianto per la stagione 2011-2012. E i benfici sono impressionanti:  ha attratto 619.779 spettatori (oltre 200 mila in più rispetto al 2011), incrementando il fatturato del 156%.
(Paolo Chiriatti)
"TROPPI PUNTI SCOPERTI"Roberto Della Seta, capogruppo in Commissione Ambiente presso il Senato, bolla la legge come «indecente».Perché opporsi a  un provvedimento che potrebbe essere un volano per l’economia e un modo per rilanciare lo sport?Faccio una premessa. La legge era nata quando l’Italia era candidata a ospitare gli Europei di calcio, giustificandone l’urgenza. Oggi il testo passa in Commissione cultura alla Camera, e salta la discussione in Aula. Perchè tanta fretta? Per il resto sono d’accordo: avere uno stadio di proprietà è un volano per le società, per lo sport e per l’economia. Ma la legge non c’entra nulla.Non rende più snello l’iter per investire?Forse, ma lascia troppi punti scoperti. Chi stabilisce come e quanto costruire? Perché non è previsto il divieto esplicito sulla possibilità di costruire in zone vincolate? La Juventus non ha avuto bisogno di una legge ad hoc per farsi il suo stadio. Il fatto che altre società aspettino proprio questa legge mi fa sorgere il dubbio che ci sia la tentazione di specularci sopra.
(Pa.Chi.)

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